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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parla di scuola

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Nel presentare il programma di Governo al Senato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parla di collegamento Internet per le scuole e suscita l’ilarità dell’ex-ministro Luigi Berlinguer.
"Tutti gli studenti – ha dichiarato Berlusconi nel discorso pronunciato il 18 sera – dovranno ricevere un’ottima formazione informatica di base; gli insegnanti dovranno usufruire di programmi di preparazione; tutte le scuole e gli istituti dovranno essere collegati a Internet".
Nel dibattito sviluppatosi il giorno dopo, Berlinguer – che del piano di sviluppo per le tecnologie didattiche (40 milioni di finanziamento per ciascuna scuola) è stato l’ideatore e l’artefice – ha replicato citando fatti e numeri: "Signor Presidente, ho sorriso per la foga con cui lei promette ai nostri studenti di accedere tutti ad Internet, se ho ben capito, nel 2010. E’ un obiettivo giusto, giustissimo ma noi non siamo all’anno zero. Nel 1996 i computer nelle scuole erano bestie rare, sconosciute. Nel 2001 vi è un rapporto fra studenti e computer da 1 a 10 negli istituti tecnici professionali e da 1 a 30 nelle scuole elementari e medie. Il collegamento a Internet nel 1996 non si conosceva; nel 2001 ogni scuola di base al 90 per cento è collegata, e tutte le scuole superiori sono collegate ad Internet".
La promessa-minaccia di Berlusconi di bloccare la riforma dei cicli è stata invece rilanciata dal senatore di An Bevilacqua secondo il quale la legge n. 30 "è inaccettabile, perché stravolge completamente l’impianto della scuola italiana, impianto al quale siamo stati da sempre abituati, con una serie di implicazioni, anche di natura pedagogica, non supportate scientificamente".
Su questo punto è toccato soprattutto a Chiara Acciarini, presidente della Commissione Istruzione e Cultura nel corso della precedente legislatura, di polemizzare: "Leggendo il programma elettorale della maggioranza, non si capisce bene con che tipo di riforma si voglia sostituire la normativa già approvata".
E’ vero – ha sostenuto la senatrice Acciarini – che la Casa delle Libertà parla di "una riforma nuova, progettata ed attuata dagli insegnanti, dai genitori e dagli studenti", ma questa formulazione non significa nulla, dal momento che genitori, studenti e insegnanti non la pensano affatto tutti allo stesso modo.
Intanto – sempre a proposito di blocco della riforma – nella giornata del 19 giugno, il leader della Cgil Sergio  Cofferati ha ribadito che il suo sindacato userà ogni strumento possibile per impedire al Governo di procedere su questa strada.
"La riforma è giusta e noi continueremo a difenderla".
Ma su questa posizione la Cgil rischia di restare isolata, dato che Cils e Uil hanno più volte ribadito di essere molto favorevoli ad un ripensamento.