Sarebbero appena sette, su 7mila istituti, gli incontri svolti nelle scuole italiane alla presenza di imam: cinque si sono realizzati, tra l’altro, nel contesto dell’insegnamento della religione cattolica con riferimento alla conoscenza delle altre religioni monoteiste, gli altri due incontri sono avvenuti nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, e in tutti i casi le famiglie degli studenti erano state informate. A renderlo noto è stato il ministero dell’Istruzione e del Merito, al termine di un monitoraggio nazionale, realizzato, hanno spiegato da Viale Trastevere, attraverso gli Uffici Scolastici Regionali “per rispondere alla risoluzione attualmente all’esame della VII Commissione della Camera, a prima firma dell’Onorevole Rossano Sasso, concernente il rischio di possibili fenomeni di ‘indottrinamento islamista’ nelle scuole”.
“I progetti – hanno fatto sapere dal Mim – presuppongono l’inserimento nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), pertanto le iniziative sono state preventivamente approvate secondo le procedure previste e realizzate con piena informazione delle famiglie”.
Infine, “queste iniziative risultano finalizzate a costituire momenti di conoscenza di differenti forme di religiosità”, hanno concluso dal Ministero.
Le spiegazioni del dicastero bianco non sembrano soddisfare Rossano Sasso, capogruppo FnV in commissione Cultura alla Camera, secondo cui “il ministero dell’Istruzione minimizza l’allarme lanciato da Futuro Nazionale sui tentativi di islamizzazione delle scuole e lo derubrica a sterile polemica”, addirittura queste esperienze secondo il Mim sarebbe “ben gradite dalle famiglie. Così come deve essere stata gradita la foto che ritraeva bimbi delle elementari inginocchiati in una moschea”.
“Evidentemente – aggiunge l’on. Sasso – nella fretta delle ultime 24 ore di dovermi dare una risposta — nonostante io abbia depositato la risoluzione un anno fa —, dalle parti di viale Trastevere hanno omesso di fare un accertamento approfondito. Basti pensare che mancano diversi episodi eclatanti che hanno anche acceso un forte dibattito pubblico. Come dimenticare la scuola chiusa per Ramadan a Pioltello, o la scuola che adibisce spazi di preghiera islamica a Firenze appena due mesi fa, o ancora la circolare di una dirigente scolastica pro-islam a Genova?”.
“Sarà mia premura – dice ancora Sasso – continuare a segnalare altri casi, ma a questo punto sorge un dubbio: il ministro Valditara e la Sottosegretaria Frassinetti, cioè Lega e Fratelli d’Italia, approveranno la mia risoluzione, Si o No? In caso negativo dovrebbero dare più di una spiegazione, non tanto al sottoscritto quanto al vicesegretario federale della Lega Silvia Sardone, che all’epoca pubblicizzò la mia risoluzione, e a tutti i parlamentari del centrodestra che non perdono occasione per parlare di islamizzazione del nostro Paese”.
“Futuro Nazionale non si adegua – conclude – non chiede permesso, non ha paura di lottare per la difesa della nostra identità. Se il centrodestra pavido, moderato, scopiazzatore e fluido adesso tollera anche l’islamizzazione delle scuole, allora proseguiremo nella nostra battaglia da soli. Mi auguro di sbagliarmi e confido nel voto favorevole del centrodestra alla nostra risoluzione”, conclude l’on. Sasso.
Per l’on. Elisabetta Piccolotti, di Avs, però “il ministro Valditara continua nell’opera di schedatura delle scuole italiane. Dopo aver chiesto l’elenco delle scuole che non avevano organizzato iniziative per il Giorno della Memoria ora chiede l’elenco delle scuole che hanno organizzato incontri con imam o visite a moschee. È tutto allucinante e distopico”.
“Ci chiediamo – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura – se conservi nel cassetto della sua scrivania un quaderno nero con la lista degli insegnanti e dei dirigenti scolastici colpevoli di muovere qualche passo fuori dai binari ideologici e discriminatori del ministro. Mai prima di oggi nelle scuole c’era stata questa cappa di controllo e timore, mai c’erano stati attacchi così evidenti alla libertà di insegnamento e all’autonomia scolastica, nemmeno con altri ministri di destra”.
Secondo Piccolotti, “Valditara è chiaramente il peggiore e il più lontano dallo spirito costituzionale tra i ministri degli ultimi decenni. Per fortuna – conclude la rappresentante di Avs – tra pochi mesi lascerà quell’ufficio e la scuola potrà tornare a respirare e a lavorare per il bene di tutte e tutti gli studenti”.
In seno al Governo fanno però quadrato attorno a Valditara. “Trovo francamente fuori luogo sia chi parla di fantomatiche schedature, sia chi vorrebbe trasformare un normale lavoro istruttorio del Ministero in uno scontro politico”, dichiara l’on. Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione.
“Non bisogna – sostiene – né gridare allo scandalo, come fanno l’on. Boldrini e l’on. Piccolotti, né utilizzare questa vicenda per alimentare una sterile contrapposizione, come tenta di fare l’on. Sasso. L’attività di ricognizione svolta dagli Uffici scolastici regionali è stata richiesta esclusivamente per acquisire elementi oggettivi in risposta a un atto di indirizzo, come avviene abitualmente”.
E siccome “su oltre 7.000 istituti scolastici sono emersi pochissimi casi, tutti riconducibili a iniziative inserite nei Piani triennali dell’offerta formativa, approvate dagli organi competenti, condivise con le famiglie e finalizzate alla conoscenza delle diverse religioni”, non c’è alcun motivo di pensare di trovarci in una condizione “di contrasto con i nostri principi e con i valori della nostra Costituzione”.
Secondo Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, il “monitoraggio per verificare se vi siano istituzioni scolastiche che organizzano incontri con imam o visite in mosche” è una “una normale attività istruttoria che, da Futuro Nazionale alla Cgil, passando per una parte della sinistra sempre pronta a strumentalizzare ogni vicenda pur di attaccare il Governo, è stata trasformata nell’ennesimo scontro politico”.
“Chi sta alimentando in queste ore una polemica chiaramente ideologica – prosegue l’ex ministra dell’Istruzione – commette un errore. La scuola non ha bisogno di propaganda né di strumentalizzazioni”.
Anche la deputata della Lega e capogruppo nella commissione Cultura, Giovanna Miele, ritiene che “il ministero dell’Istruzione in maniera responsabile ha accertato i fatti com’è giusto che sia di fronte a una sollecitazione che le verifiche hanno poi ridimensionato. Dispiace che chi fino a poco tempo fa aveva condotto all’interno della Lega una battaglia giusta e al fianco del ministro Valditara che bene sta facendo per garantire rispetto, equità e autorevolezza all’interno del mondo scolastico, oggi per avere un minuto di visibilità crei polemiche politiche sterili”.
“Vogliamo tutelare una comunità che ha bisogno di risposte basate su fatti concreti, come quelli che stiamo realizzando, non di montature o attacchi ideologici”, conclude Miele.