Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha discusso ancora di merito, parola chiave del suo operato fin dal cambio di denominazione del dicastero di Viale Trastevere voluta dal Governo nel momento del suo insediamento, nel 2022.
In un video pubblicato sul suo profilo Facebook, Valditara ha dichiarato: “Il merito non è raggiungere risultati di eccellenza che solo pochi possono raggiungere. Il merito non sono le classi differenziali come qualcuno di recente scioccamente ha proposto, con quelli bravi in una classe e quelli meno bravi in un’altra, come fossero materiale umano di serie B”, ha detto lanciando una frecciatina al generale Roberto Vannacci, che da poco ha attaccato il ministro.
“Il merito è dare il meglio di ciò che si può offrire con l’impegno. Valorizzare i talenti spetta alla scuola, ma l’impegno deve essere dello studente. Dobbiamo mettere al centro il valore dell’impegno e della fatica. Ci sono varie intelligenze e tutti hanno pari dignità. I talenti sono tanti, e noi dobbiamo valorizzarli”, ha concluso.
In questi giorni sta facendo molto discutere il contenuto del programma del partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, pubblicato sul sito ufficiale del generale, col nome “Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)“.
All’interno del documento c’è poco spazio per la scuola. Si parla quasi esclusivamente di Ius Scholae: Vannacci si dice contrario. “Futuro Nazionale rifiuta categoricamente e senza possibilità negoziale proposte come ius soli e ius scholae”, ha scritto il generale.
“Promuoveremo inoltre la decisione dei Sindaci di dotare anche la Polizia Locale di una unità cinofila volta al contrasto degli stupefacenti, con particolare attenzione alle scuole e ai luoghi sensibili”, ha aggiunto.
Non c’è spazio quindi, al momento, per le classi differenziali o per le classi speciali per gli alunni con disabilità di cui il generale ha parlato mesi fa. C’è da dire che il documento è ancora in una fase embrionale e “non ha la pretesa di affrontare ogni singolo tema e ogni segmento del sistema Italia, ma di fornire i principi valoriali di fondo e le strategie di Governo per i più importanti campi dell’emergenza nazionale”.
Lo scorso 22 giugno il leader del nuovo partito di destra è intervenuto nel corso di un convegno sull’istruzione in corso nella Capitale, e ha rilanciato le classi distinte, presentandole come un “fattore inclusivo e non discriminante”.
“È una cosa alla quale ho sempre pensato, perché è una tecnica scolastica che è usata in tantissime nazioni europee, in Francia, in Germania, in Inghilterra. E sembra funzionare”. Il sistema, ha rivendicato il generale, in passato “era applicata anche da noi. Quando noi uscivamo dalle scuole medie, mi ricordo benissimo, chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, chi prendeva buono e sufficiente andava nelle sezioni C e D“.