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Impronta digitale per entrare in classe

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In una scuola media di Bari gli studenti potranno entrare solo usando la proria impronta digitale.

A partire dal prossimo mese di settembre l’ingresso degli studenti di una scuola media barese sarà rigorosamente controllato mediante il rilascio dell’impronta digitale, come in una delle migliori spy storie di 007.
L’idea è del preside che evidentemente ama molto la tecnologia e pensa che in questo modo si possa tenere sotto controllo la presenza a scuola dei giovani studenti.
Va tutto bene (forse), ma la questione potrebbe complicarsi perchè a dire il vero è da almeno una decina di anni che il Garante della Privacy si è espresso in materia di controlli mediante l’uso di dati biometrici.
C’è per esempio una delibera del Garante datata luglio 2005 con la quale si chiarisce che non è lecito utilizzare dati biometrici per tenere sotto controllo la presenza dei dipendenti di una azienda.
E’ pur vero che il caso di Bari è diverso e riguarda giovani studenti e non lavoratori dipendenti, ma forse proprio questo aspetto potrebbe rendere ancora meno legittima una operazione del genere.
Va detto che il Garante in quel parere rilevava diversi profili di illegittimità compreso il fatto che non vi era certezza che il trattamento dei dati fosse esente da errori.
Ma il punto decisivo era un altro: il Garante affermava che non c’è alcun bisogno di usare metodi “invasivi” della sfera personale quando lo stesso risultato si potrebbe ottenere con sistemi diversi.
E questo sembra proprio essere anche il caso della scuola barese: perchè usare dati biometrici quando si potrebbe utilizzare un badge o un altro strumento? 
Il dirigente scolastico ha già dichiarato che a suo parere il Garante non avrà nulla da ridire.
Vedremo gli sviluppi della situazione nei prossimi giorni.

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