Home Didattica In Finlandia scrivere a mano diventa facoltativo

In Finlandia scrivere a mano diventa facoltativo

CONDIVIDI

Scrivere a mano in corsivo  non sarà più obbligatorio, le scuole punteranno sui nuovi media: si insegnerà ovviamente a leggere e scrivere, ma su pc e tablet. Via quindi l’obbligo di imparare la scrittura in corsivo che, però precisano da Helsinki, non scomparirà del tutto. Resterà come disciplina “supplementare”, con un tot di ore obbligatorie e altre a discrezione dei docenti.

Su Repubblica viene descritta una rivoluzione destinata a far discutere, e non poco, anche in Italia, anche perché un caposaldo dell’istruzione, come è appunto la scrittura a mano, che è fra l’altro controllata da una sezione del cervello, viene estirpata per mettere a dimora la tastiera dei sistemi tecnologici.

Maestre e maestri continueranno a insegnare agli scolari l’alfabeto e la scrittura delle parole. Però l’uso di alfabeto, parole, lingua materna, seconda lingua (lo svedese, vista la numerosa minoranza) e lingue straniere sarà più su computer e touch screens che non su quaderni. La scrittura cartacea e a mano, con biro, stilo o matita, resterà viva e presente nelle scuole della ‘Suomen Tasavaltà (Repubblica di Finlandia) ma come materia supplementare. Un po’ più che facoltativa insomma, però non più materia prioritaria obbligatoria.

ICOTEA_19_dentro articolo

“E’ importante che i bimbi imparino veloci la scrittura liquida, cioè sulle tastiere dei computer e sui touch screens”, ha spiegato ai media locali la signora Minna Harmanen, che nel ministero della Pubblica istruzione locale è la responsabile delle grandi linee-guida dei programmi educativi e delle loro riforme. E ha continuato: “Sappiamo che si tratta di un cambiamento radicale, temerario, però bisogna tenere conto del fatto che nel quotidiano della vita dei bimbi, e nel loro domani da teenagers e poi da adulti, la velocità della scrittura digitale è sempre più importante, per la loro formazione culturale e il loro avvenire professionale”.

Non osiamo pensare alle difficoltà del prof di disegno, né a chi volesse, come Angelica e Medoro nella foresta, scrivere il proprio nome sugli alberi, in imperituro ricordo del loro amore. 

CONDIVIDI