Nonostante la crescente pervasività delle tecnologie digitali, il libro di testo e i materiali correlati rimangono il cuore pulsante dell’apprendimento scolastico. Un’indagine condotta dall’AIE, Associazione Italiana Editori, su un campione rappresentativo di circa 3.400 docenti italiani conferma che questo strumento non solo conserva la sua importanza, ma è considerato il principale punto di riferimento sia per la didattica in aula che per lo studio individuale.
È quanto emerge dall’indagine Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa, quando l’IA entra in classe, presentata oggi, 27 maggio, alla Camera dei deputati nell’ambito del convegno organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) Il Valore della Conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie.
In un contesto segnato dall’ingresso prepotente dell’Intelligenza Artificiale (IA) nelle abitudini degli studenti, il libro di testo emerge come una “architettura logica” fondamentale per contrastare la frammentazione cognitiva del digitale non governato.
I dati raccolti mostrano un consenso quasi unanime: il 99% dei docenti utilizza il libro di testo durante le lezioni, assegnandogli una valutazione media di 8,5 punti su 10. Paradossalmente, il suo valore cresce ulteriormente nel lavoro domestico, dove raggiunge un gradiente di apprezzamento pari a 8,7, venendo considerato l’unico driver imprescindibile per l’81% degli studenti, seguito a distanza dagli appunti (55%).
I motivi di questo successo risiedono nella chiarezza del linguaggio (43%), nell’autorevolezza dei contenuti realizzati da professionisti esperti e nella capacità di offrire collegamenti interdisciplinari coerenti. Il libro, dunque, non è visto come un residuo del passato, ma come uno strumento indispensabile per fornire ai ragazzi un sapere solido e strutturato.
La professione docente si trova oggi a fronteggiare uno scenario complesso: il 67% degli insegnanti rileva un peggioramento nella qualità dell’apprendimento negli ultimi cinque anni, attribuibile alla riduzione dello studio individuale (72%), alla difficoltà di analisi di testi complessi (58%) e all’uso improprio dell’IA per lo svolgimento dei compiti (36%).
Tuttavia, i docenti non rifiutano l’innovazione: il 74% dichiara di utilizzare già strumenti di IA per preparare materiali didattici, e un terzo del campione li integra regolarmente nelle attività in classe. In questa trasformazione, il ruolo degli editori diventa strategico, fornendo strumenti digitali e di IA — come generatori di test ed esercizi di autoverifica — che l’80% dei docenti ritiene estremamente utili per supportare le attuali modalità di studio degli studenti.
“I libri di testo rappresentano strumenti culturali indispensabili per la crescita e la formazione degli studenti in un contesto educativo in continua evoluzione – ha evidenziato nel suo intervento Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito – Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso le proprie strutture, ha mantenuto con l’AIE un dialogo costante e un confronto costruttivo sui numerosi temi condivisi nell’interesse del mondo della scuola e degli studenti”.
“Una collaborazione che ha consentito di raggiungere risultati concreti, dall’adeguamento, dopo tredici anni, dei tetti di spesa per la dotazione libraria all’inflazione programmata per la scuola secondaria di primo e secondo grado, all’incremento delle risorse del Fondo destinato alle famiglie meno abbienti per l’acquisto dei libri di testo. Parallelamente, sono stati definiti tempi certi e adeguati per il recepimento delle nuove Indicazioni nazionali nei testi scolastici”.
Ricordiamo che il 22 aprile la commissione ministeriale ha approvato il testo con cui il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sta riformando i “programmi” della scuola secondaria di secondo grado.
Dopo la pubblicazione del documento sarà sottoposto al Cspi e ad altri organi di controllo prima della firma definitiva del ministro prima dell’adozione, presumibilmente, nel settembre 2027. Le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo sono state pubblicate a dicembre scorso ed entreranno in vigore il prossimo 1° settembre.
Tra i principali dati emersi dall’indagine su 3.399 docenti italiani: