Continua l’iter relativo alle Nuove Indicazioni Nazionali per i licei: come abbiamo già scritto, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato che le nuove Indicazioni nazionali, elaborate dalla Commissione presieduta da Loredana Perla dopo oltre un anno di lavoro e una consultazione con scuole, associazioni disciplinari e Consulte studentesche, sono pronte per essere inviate al Consiglio superiore della pubblica istruzione per il parere consultivo.
La bozza è stata firmata e trasmessa al CSPI, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Lo riporta Italia Oggi. L’entrata in vigore è prevista per il 2027, dopo che le nuove Indicazioni per il primo ciclo sono già operative da questo settembre.
La novità principale? Manzoni, con i suoi Promessi Sposi, resta al secondo anno delle scuole superiori. Marcia indietro, quindi: nella bozza pubblicata lo scorso 22 aprile, c’era scritto che il romanzo di Manzoni non era più vincolante al biennio. L’insegnante, sempre secondo la bozza, poteva sostituirlo con altri libri più accessibili linguisticamente, rimandando la lettura al quarto anno, quando si studia la letteratura dell’epoca manzoniana.
La Divina Commedia, inoltre, non si studierà solo al terzo e al quarto anno, rimarrà tutto com’è: verrà proposta agli studenti anche al quinto anno.
Novità anche relative alla filosofia: si tratteranno i concetti di persona, libertà, separazione dei poteri, parità, merito, ma anche famiglia e proprietà privata, partendo dall’analisi del dibattito della Costituente. Per la prima volta le Indicazioni dedicano una riflessione organica all’adolescenza come fase specifica della formazione liceale. È il tempo, si legge nel documento, “delle cose che accadono per la prima volta”, nel quale il giovane costruisce relazioni autonome e misura se stesso in uno spazio progressivamente più libero.
Il liceo viene così definito come il luogo della «costruzione della soggettività giovanile», chiamato ad accompagnare gli studenti nella formazione della propria identità personale e culturale.
Tra i principi guida emerge anche una particolare concezione del merito, inteso come impegno che consente di realizzare a pieno i propri talenti.
In questa prospettiva la libertà non coincide con l’assenza di regole, ma con la capacità di esercitare il giudizio critico e di “esprimere dissenso in modo argomentato”.
Sulla filosofia si propongono due modalità complementari di studio. La prima segue lo sviluppo storico del pensiero: dall’antichità all’idealismo tedesco nel secondo biennio, fino al Novecento nell’ultimo anno. La seconda è tematica e affianca il percorso storico con l’approfondimento di questioni e concetti fondamentali della riflessione filosofica. I due approcci si integrano.
Due le direttrici principali indicate dal ministro: “rafforzare la consapevolezza di un’identità e realizzare la rivoluzione delle materie STEM”. Sul primo fronte, i programmi di storia daranno ancora più spazio alla centralità dell’Occidente, dell’Europa e dell’Italia, “senza preclusioni alla conoscenza delle altre civiltà”. Restano cardini dello studio letterario Dante, Manzoni e – novità – l’obbligo di studiare Omero e l’Odissea, insieme ad alcuni brani della Bibbia “non per una visione religiosa, ma perché costituiscono ispirazione fondamentale della letteratura e dell’arte occidentale”. Grande attenzione anche alla storia dell’arte e al patrimonio artistico legato ai territori. Sul fronte della lettura, le Indicazioni prevedono che nel primo biennio vengano letti almeno sei libri cartacei: “uno stimolo necessario per lo sviluppo delle capacità cognitive dei giovani”, sottolinea Valditara in un’intervista a Italia Oggi, in continuità con l’eliminazione del cellulare dalle scuole. I Promessi sposi, dopo le polemiche sulle bozze che li collocavano al quarto anno, restano al secondo: “È opera fondamentale per comprendere la storia linguistica, culturale e civile del nostro Paese”, ha chiarito il ministro.
Nello studio della filosofia viene recuperata la dimensione cronologica, integrata da approfondimenti tematici. Novità rilevante: l’inserimento dello studio delle radici filosofiche della Costituzione, con riferimento al dibattito dell’Assemblea Costituente su concetti come democrazia, libertà, sovranità popolare e separazione dei poteri. Per la matematica, la rivoluzione consiste nel “partire dall’osservazione della realtà per arrivare alla teoria”. Infine, l’intelligenza artificiale entrerà nei licei sia come materia di studio sia come strumento per potenziare le discipline STEM, con l’obiettivo di imparare a utilizzarla in modo critico.