La bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per il Liceo introducono un cambio di passo nell’insegnamento della lingua e della letteratura italiana.
Osserviamo le principali novità.
Nelle nuove indicazioni la priorità si inverte: studiare letteratura non significa imparare biografie, poetiche o correnti a memoria, ma leggere i testi, capirne il senso complessivo e il significato delle parole. L’insegnante deve concentrarsi su un testo esemplare, non dilungarsi su vita e opere.
Nulla è obbligatorio tranne pochissimi autori e testi. L’insegnante sceglie liberamente per criterio cronologico, tematico o di genere. Il principio guida esplicito è: “meglio insegnare poche cose bene che tante cose superficialmente. L’infarinatura non serve a niente”.
Novità importante: il romanzo di Manzoni non è più vincolante al biennio. L’insegnante può sostituirlo con altri libri più accessibili linguisticamente, rimandando la lettura al quarto anno, quando si studia la letteratura dell’epoca manzoniana. Viene esplicitamente riconosciuto che i Promessi Sposi “non sono più un classico contemporaneo”.
Sin dal primo anno si raccomandano almeno 6 letture integrali (3 per anno), italiane o straniere, comprendendo autori contemporanei come Ammaniti, Starnone, Benni, o stranieri come Kafka, Orwell, Salinger, King, Tolkien. L’obiettivo è avvicinare subito gli studenti alla letteratura viva, non solo a quella storica.
La Divina Commedia si legge nel terzo e quarto anno (non nel quinto), per dedicare l’ultimo anno interamente allo studio della letteratura post-unitaria. Si consiglia di leggerla per brani scelti da tutte e tre le cantiche, come si farebbe con un romanzo, con l’insegnante che fornisce i raccordi narrativi.
L’ultimo anno è interamente riservato alla letteratura dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, con autori come Verga, Pascoli, D’Annunzio, Svevo, Pirandello, Ungaretti, Montale, Calvino, Pasolini e altri. L’obiettivo è che gli studenti percepiscano la letteratura come arte vitale e contemporanea.
Le indicazioni aprono esplicitamente a fumetti, graphic novel, audiovisivi, canzoni, videogiochi, sceneggiature, saggi e articoli di giornale di qualità come strumenti didattici legittimi. Si propongono attività come analizzare una canzone, trasformare un racconto in copione, o realizzare un breve video.
Le indicazioni scoraggiano esplicitamente le schede riassuntive a casa (“le fanno i chatbot“), raccomandando invece discussioni collettive in classe o presentazioni orali dei libri letti, anche in gruppo, con selezione di passi significativi e slide. La parola in pubblico e l’argomentazione orale diventano obiettivi primari.
Viene richiesta esplicitamente attenzione al petrarchismo femminile e, più in generale, agli autori e autrici di qualità (italiani o stranieri) che l’insegnante ritiene significativi. Gli elenchi degli autori del quinto anno includono esplicitamente il genere femminile nella formulazione.
Dopo la pubblicazione del documento, quest’ultimo sarà sottoposto al Cspi e ad altri organi di controllo prima della firma definitiva del ministro e dell’adozione poi, prevista, presumibilmente, nel settembre 2027.