Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, è stato pubblicato oggi, 10 dicembre, il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A dire la sua, in una intervista a Italia Oggi, Loredana Perla, pedagogista, direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Bari, coordinatrice del comitato tecnico che ha lavorato proprio alle Nuove Indicazioni.
Ecco cosa si dice sulla centralità dell’Occidente: “Aver richiamato questa centralità non vuol dire che non ci sia stata una storia del Giappone o dell’Argentina ma far apprendere che grazie al formarsi di una cultura storica e di conseguenza politica fra Atene, Gerusalemme e Roma, si è avuto l’emergere diffuso della libera personalità individuale e della cultura dei diritti. Queste cose o si apprendono precocemente a scuola oppure si va incontro a un rischio di ‘estinzione culturale’”.
“C’è fragilità ogni volta che si rinuncia ad allestire il presepe nelle scuole. Ma questa fragilità è figlia di ignoranza storica il che rende del tutto probabile il rischio della ‘scomparsa’ della civiltà europea di cui parla Trump. Che non può essere imputata a nessun altro che a noi stessi”, ha aggiunto. Ecco cosa ha detto Perla in merito alla letteratura, ad esempio, asiatica: “Che senso potrebbe avere mettere al centro di un programma scolastico in Italia testi di difficile reperibilità? Non ha molto più senso conoscere i grandi classici del canone occidentale?”.
E, sulla Bibbia, i cui passaggi potranno essere letti alla primaria: “La Bibbia è laicissima! Ci sono fior di intellettuali che studiano e analizzano la Bibbia come fondamento culturale, etico e narrativo dell’Occidente, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose personali. La Bibbia è innanzitutto un libro di leggi e di storie. Ed è la madre di tutte le letterature, scritta nel corso di più di 1500 anni da circa 45 Scrittori di varia provenienza e professione. La Bibbia è un libro fuori dell’ordinario, a cui nessun altro libro può essere paragonato e l’Occidente non può essere capito se non si studia la Bibbia”.
“Sono stata insegnante e ricordo il fervore della formazione che accompagnava l’uscita delle nuove Indicazioni. Posso anticipare che stiamo preparando un grande piano di formazione e di innovazione metodologica sulle didattiche delle discipline che mi auguro venga apprezzato dalle colleghe e colleghi della scuola. Mi faccia dire una cosa: anche congedando queste nuove Indicazioni il ministro Valditara ha dato una ennesima dimostrazione di cura verso il corpo docente, non a caso al centro della sua politica di rivalorizzazione, anche stipendiale. La scuola è fatta per gli studenti ma senza docenti appassionati, colti e rispettati nel loro immenso magistero nessun miglioramento didattico potrà realizzarsi. Le nuove Indicazioni sono un altro tassello del mosaico della scuola di qualità che vuole il ministro. E la scommessa è che se cresce la scuola, crescerà anche l’Italia”, ha concluso.
“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.
Il testo delle Indicazioni nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione è in attesa della registrazione da parte degli organi di controllo del decreto firmato.