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Insegnante ferita dal crollo di un infisso. Precaria la sicurezza nelle scuole, cosa dicono le buone pratiche del Rapporto Legambiente

Gabriele Ferrante

Abbiamo parlato proprio in questi giorni della situazione non proprio brillante in termini di sicurezza dei nostri edifici scolastici, attraverso l’analisi dell’ultimo Report di Legambiente che mette in evidenza le gravi carenze strutturali delle scuole da Nord a Sud del Paese.

Oggi, tuttavia, si allunga la lista delle disfunzioni e dei potenziali pericoli che gravano su docenti e studenti, con la notizia del ferimento di un’insegnante travolta da una finestra staccatasi dal suo alloggiamento.

Il fatto – riportato dal Resto del Carlino – è accaduto ieri in una scuola materna di Bologna e, per fortuna, la maestra, che a causa del gran caldo stava semplicemente aprendo la finestra, se l’è cavata con una ferita al braccio.

“Strutture vetuste e pericolanti, mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria dove i piccoli problemi diventano grandi pericoli e personale stremato .Tutto ciò richiede risposte concrete».”. Questo il tenore delle reazioni a caldo dei sindacati di fronte a un fatto che poteva trasformarsi in tragedia.

E di tragedie sfiorate in aula – uno dei luoghi in cui i ragazzi, in linea di principio, dovrebbero essere al sicuro – è piena la cronaca di questi ultimi tempi: a marzo scorso  un’insegnante di una scuola primaria di Pinerolo, è stata colpita in testa da una finestra mentre cercava di aprirla. Anche in questo caso, ferite lievi e dichiarazioni della preside che aveva già segnalato agli organi competenti la pericolosità di quell’infisso.

A gennaio 2024, altra finestra, altro ferimento. Questa volta un’alunna di un istituto secondario di primo grado di Castelfranco, in provincia di Modena, è stata lievemente ferita dallo sbriciolamento di un vetro staccatosi dal telaio. Del resto, basta fare un giro sul Web per rendersi conto che le cronache locali abbondano di questi episodi.

Cosa fare, quindi? In cosa sperare? Oltre che in una presa di coscienza chiara e rapida da parte del Governo che occorre investire di più in sicurezza, arrivano notizie confortanti con le quali Legambiente chiude il suo Rapporto. Il titolo dell’ultimo capitolo è, infatti, “buone pratiche”: A Palermo le palestre e gli spazi all’aperto dei plessi scolastici di alcuni istituti comprensivi dello Sperone, Cep e Zisa – tre quartieri ‘sensibili’ della città –  sono stati oggetto di ristrutturazione. Gli interventi, finanziati grazie a fondi extra comunali del valore complessivo di circa un milione di euro, hanno permesso di riqualificare, sia a livello impiantistico che strutturale, le palestre esistenti.

A Pordenone è stata realizzata una nuova scuola secondaria di 1° grado secondo i più moderni canoni di costruzione. Sismicamente sicura, a impatto energetico bassissimo, accessibile a persone disabili, è dotata di spazi ampi e confortevoli. L’isolamento è molto efficace e un grande impianto fotovoltaico è stato collocato sul tetto. Le aule sono dotate di strutture fonoassorbenti, riscaldate a pavimento, con vetrate ampie dalle quali la luce solare può essere mediata tramite tendaggi meccanizzati.

In una frazione di Cesena, San Vittore, c’è una scuola primaria che può contare su un edificio altamente innovativo, adeguato dal punto di vista sismico, efficiente sul fronte energetico. La nuova scuola è stata edificata al fianco del polo scolastico attuale costruito negli anni ’40 e ospita 7 classi, una mensa e una biblioteca-teatro. Si tratta di un edificio a consumo energetico “quasi zero” (cosiddetto NZEB) e di classe energetica A4, alimentata da fonti energetiche rinnovabili. All’interno di ciascun locale è previsto il ricambio dell’aria con ventilazione meccanica controllata; temperatura, qualità dell’aria e illuminazione sono regolati automaticamente in base al numero di persone presenti. Inoltre, è stato installato un impianto fotovoltaico che copre il fabbisogno di energia elettrica dell’edificio di almeno il 50%.

Sono tante altre le buone pratiche che Legambiente descrive, quasi a voler dimostrare che è possibile realizzare in Italia strutture scolastiche sicure e sostenibili. Basta volerlo.

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