Home I lettori ci scrivono Insegnanti disperati nell’indifferenza di politici, Miur e sindacati

Insegnanti disperati nell’indifferenza di politici, Miur e sindacati

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  • Credion

Non era facile riuscire a fare una riforma peggiore delle precedenti.
Non era facile riuscire a fare le nuove immissioni in ruolo inventando un sistema cosi iniquo.
E infine non era facile riuscire a fare una mobilità inventando un sistema ancora piu iniquo del precedente.
L’unica equità che hanno rispettato è stata di riuscire a scontentare tutte le categorie di docenti coinvolte: chi è entrato in fase 0, in fase A, in fase B, chi era in Gae, chi era in Gm, chi aveva il Tfa, chi il Pas, chi non ha fatto domanda, tutti pieni di rabbia, delusione, depressione, ridotti a fare le guerre dei poveri tra loro per conquistare un’inutile precedenza nelle scandalose operazioni di mobilità concepite dalle “menti” del Miur e dei Sindacati.
Forse soltanto gli assunti da GM sui posti di potenziamento nella c.d. Fase C, possono essere tenuti fuori da questo ragionamento, proprio perché unica categoria che ha ricevuto un reale beneficio, ottenendo un posto insperato (essendo gli ultimi in graduatoria) e per di più nella propria regione, mentre tutti i colleghi più meritevoli venivano costretti all’esilio in barba a qualunque principio di buon senso, merito e giustizia.
Dopo mesi trascorsi a richiamare attraverso tutti i canali possibili, l’attenzione di politici, tecnici e funzionari sulle più evidenti assurdità e sui disastri da loro creati, sono arrivate le ammissioni di colpa di tutti, in primis Renzi, ma non si è ritenuto di dover porre alcun rimedio anzi si è andati avanti con altrettanto abominevoli procedure di mobilità.
Paradossalmente, proprio dal Miur è arrivato lo scandaloso consiglio di tentare la via del ricorso, con ciò ammettendo i propri errori, piuttosto che tentare un rimedio allo scempio prodotto.
Le cose sono due: o Renzi si è circondato di gente molto incompetente o di gente molto in malafede.
Di certo le conseguenze di una gestione dell’istruzione così deleteria le stanno pagando i docenti, ma le pagherà anche l’attuale maggioranza politica, nonché lo stato italiano, che sta gia collezionando migliaia di ricorsi e azioni legali che dimostrano le tante incostituzionalità e illegittimità dell’intera riforma e della sua altrettanto difforme applicazione.