Home Attualità Insegnanti senza titolo: un paese da zero in condotta

Insegnanti senza titolo: un paese da zero in condotta

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Le telecamere di Rec di Rai Tre si sono rivolte alla scuola pubblica. Autismo, sindrome di down, deficit visivi e uditivi. Sono alcune delle patologie che affliggono migliaia di bambini a cui la scuola pubblica deve garantire un’educazione specifica che miri all’integrazione. Gli oltre centomila insegnanti di sostegno che se ne occupano in Italia devono compiere un percorso di formazione specifica per farlo. La normativa di accesso al titolo è cambiata più volte negli anni, e c’è chi è riuscito ad approfittarsi di una falla del sistema, sulla pelle dei bambini: chi deve controllare che coloro che siedono in cattedra abbiano davvero i titoli e i requisiti per farlo? Come facciamo ad essere certi che i nostri figli siano seguiti da persone realmente qualificate? Il ministero dell’Istruzione ha gli strumenti necessari per garantire che gli studenti bisognosi abbiano il giusto sostegno? A queste domande risponde anche Lucrezia Stellacci.

 

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E poi un altro servizio in un paese che fa scudo alle sue false insegnanti di sostegno. Sono quasi un centinaio le indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato. Si sarebbero  comprate diplomi, lauree e titoli di specializzazione e sono finite in cattedra da un giorno all’altro. Da Lesina, in Puglia, alle classi di Foggia, Pescara, Cesena, Bologna e anche Firenze, Monza e Milano.

Quando le telecamere di Rec arrivano in paese per la prima volta, c’è chi fa scudo alle insegnanti e a chi avrebbe confezionato i diplomi falsi. Oltre i: “Non so.. “, i: “Non ricordo…” e l’omertà, c’è chi vuole eliminare il problama inveiendo contro i giornalisti.