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21.10.2026

Intelligenza artificiale, cresce ancora l’utilizzo tra i docenti ma anche la prudenza: l’indagine Indire – ‘La Tecnica della Scuola’ presentata a Didacta Abruzzo

Cosa significa insegnare nell’era dell’Intelligenza Artificiale? A distanza di un anno dalla prima edizione, presentata in occasione di Didacta 2025, il gruppo di Ricerca PATHS di INDIRE, insieme a La Tecnica della Scuola, illustrerà i risultati della ricerca dedicata al rapporto tra IA, didattica e professione docente. In occasione di Didacta Italia, edizione Lanciano 2026, giovedì 22 ottobre alle ore 14 – nel Padiglione Celestino V, stand Indire (V04) – i ricercatori Samuele Calzone, Samuele Borri e il direttore di questa testata Alessandro Giuliani illustreranno nei dettagli la seconda indagine di interesse nazionale.

A spiegarlo, un’indagine non rappresentativa, iniziata l’11 febbraio 2026. L’Intelligenza Artificiale è ormai entrata stabilmente nelle pratiche didattiche quotidiane delle scuole italiane, ma l’entusiasmo iniziale sta lasciando il posto a una matura prudenza professionale. I docenti italiani la utilizzano sempre di più per la progettazione e la personalizzazione dei materiali, ma la osservano con uno sguardo decisamente più critico e vigile rispetto a un anno fa.

La seconda indagine nazionale di INDIRE e La Tecnica della Scuola

È quanto emerge dalla seconda indagine nazionale sull’utilizzo dell’IA nella didattica realizzata dall’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) e dalla casa editrice “La Tecnica della Scuola”, che ha raccolto le risposte complete di 2.105 docenti di ogni ordine e grado del territorio nazionale (in crescita rispetto ai 1.803 del 2025).

Rispetto alla stessa indagine svolta un anno prima, si nota subito che il profilo è variato. In prevalenza le donne utilizzano l’intelligenza artificiale (78%), soprattutto nella fascia d’età 50-59 anni (41,6%). Di queste il 67,6% con contratto indeterminato e il 60,7% con oltre 10 anni di insegnamento. La maggioranza arriva dalla scuola secondaria di II grado (40,2%) e il 50,8% di provenienza umanistica.

L’inclusione scolastica

Il 69% utilizza regolarmente l’IA nella didattica rispetto al 57%. Scende la percentuale di coloro che ritengono che usare un assistente virtuale basato sull’IA migliori l’apprendimento (47% contro il 56% del 2026). Il dato di maggiore rilievo sociale riguarda l’inclusione scolastica: l’uso dell’IA come strumento compensativo per alunni con bisogni educativi speciali (BES) o con disabilità è quasi raddoppiato, passando dal 10% del 2025 al 18,8% del 2026. Inoltre, il 56,8% degli insegnanti si serve dell’IA per attività di supporto non legate direttamente alla docenza d’aula, come la redazione di relazioni, verbali e verbali di scrutinio o Piani Didattici Personalizzati (PDP).

L’assistente virtuale basato sull’IA

Il 44% dei docenti ritiene che questi strumenti distraggano e inducano gli studenti a dare credito a risultati non attendibili. Rimane alta la percentuale (61%) di chi pensa che l’assenza di formazione sia un ostacolo all’utilizzo. Questo ridimensionamento della fiducia si intercetta anche dalle aspettative generali sull’efficacia dell’apprendimento: solo il 48% dei docenti ritiene oggi che un assistente virtuale basato sull’IA a disposizione di ogni studente possa migliorare i risultati scolastici generali, in calo rispetto al 56% manifestato un anno fa. Il 47% dei docenti rispondenti ritiene lo strumento un valido supporto per facilitare lo studio autonomo a casa.

Strumenti gratuiti o no?

Un altro dato interessante riguarda il superamento della pura gratuità degli strumenti: scende all’66,1% (rispetto all’85% del 2025) la percentuale di docenti che si affida esclusivamente a tool a libero accesso, mentre il 21,4% utilizza account scolastici istituzionali integrati, segnalando l’avvio di un’integrazione strutturata dell’IA nelle dotazioni delle scuole.

L’indagine rileva per la prima volta l’impatto dell’adozione istituzionale delle Linee Guida per l’educazione all’Intelligenza Artificiale emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). I risultati mostrano un ritardo applicativo sul territorio: solo il 30,1% delle scuole – dichiarano i docenti – ha formalizzato l’adozione delle Linee Guida all’interno di progetti specifici. Il 37,6% delle scuole non ha deliberato alcun piano, mentre il 32,2% dei docenti dichiara di non conoscere lo stato di attuazione delle direttive nella propria scuola.

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