Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha partecipato oggi a “Disclaimer, ultime avvertenze prima della rivoluzione”, un dibattito incentrato sull’Intelligenza Artificiale tenutosi a Brindisi. Tanti i temi toccati, eccoli:
“La nostra scuola è molto avanti, molto più avanti di tante altre scuole straniere, perché ha una straordinaria capacità di sperimentare, di anticipare, ha il coraggio di costruire dei percorsi”.
“Sono pienamente convinto che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale debba passare innanzitutto dalla rivoluzione dell’intelligenza umana. Perché se noi non potenziamo l’intelligenza umana, non continuiamo questo percorso che dura da millenni di evoluzione dell’intelligenza umana, rischiamo di non saper cogliere anche le grandi opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale. Sono fermamente convinto che per saper utilizzare bene l’intelligenza artificiale bisogna continuare a sviluppare quella corteccia neuronale, quella parte del cervello che si sviluppa realmente con carta, libro e penna e quindi se tu metti in mano ad un bambino di 6 anni o di 7 anni un cellulare o anche un tablet e pensi di saltare la penna, il foglio, il libro, la scrittura, la lettura, fai a lui un danno. Tant’è vero che secondo l’Ocse, di fronte al crollo, l’Italia si è salvata, ma di fronte al crollo delle competenze che abbiamo registrato con i dati di settembre pubblicati dall’Ocse, pensate che l’Italia addirittura è molto più avanti nei risultati della matematica rispetto a nazioni potenze mondiali come la Francia, la Svezia, la Germania, gli Stati Uniti“.
E la lettura di Schleicher è stata essenzialmente “il digitale ci ha rovinato da questo punto di vista perché ha fortemente indebolito proprio giocando sull’attenzione, sulla memorizzazione, su tutte quelle capacità che il bambino deve poter apprendere confrontandosi appunto con quella realtà fisica, tattile che è la carta, il libro e quindi anche la penna”.
“Se vogliamo veramente fare una rivoluzione dell’intelligenza artificiale che funzioni, siccome siamo noi a programmare l’intelligenza artificiale, siamo noi a costruire questi modelli e quindi l’intelligenza artificiale funzionerà nella misura in cui noi sapremo farla funzionare. E allora, banalmente, la conoscenza della nostra lingua, cioè la conoscenza corretta della lingua italiana, il potenziamento della grammatica e della sintassi su cui ho voluto molto insistere a partire dalla scuola elementare nelle nuove indicazioni è fondamentale perché se tu non sai esprimerti non sai neanche comunicare con gli strumenti dell’intelligenza artificiale”.
“Poi ancora il tema del potenziamento delle materie STEM. Noi abbiamo lanciato quella che è una vera e propria rivoluzione della matematica, partendo dalle scuole elementari, ma soprattutto per le superiori entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. Già qualche assaggio qualche vostro compagno lo ha avuto in occasione dell’ultima prova di maturità sulla matematica quando qualcuno ha detto “Ma cosa c’entra il livello dell’acqua? del lago di Bracciano o il terremoto del Friuli c’entra e come perché l’idea nostra è quella che per far sì che i ragazzi si appassionino alla matematica, alla fisica, alle materie STEM, devi partire dall’osservazione della realtà perché la matematica non è nient’altro che un grande strumento per leggere, comprendere, capire la realtà. Se tu invece la riduci a qualche equazione, a qualche espressione messa sulla lavagna, fredda e senza alcun significato concreto, forse solo quello che ha proprio il bernoccolo della matematica si appassionerà a questa che invece è una disciplina decisiva”.
“Noi abbiamo iniziato con il linguaggio, partiamo dalla scuola primaria. Perché è evidente che intanto facciamo capire a questi bambini cosa vuol dire banalmente cos’è l’algoritmo? E capite che se non glielo vai a insegnare già a un bambino di 7-8 anni poi si trova di fronte a delle maggiori difficoltà. Quindi partiamo dal linguaggio, poi invece dobbiamo sviluppare sempre di più l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e in particolare nelle scuole superiori per quanto riguarda le materie STEM abbiamo per i programmi che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico abbiamo costruito un percorso che serve a potenziare anche fra l’altro con l’intelligenza artificiale generativa a potenziare gli apprendimenti, lo studio delle materie STEM, quindi l’intelligenza artificiale al servizio di una migliore, più moderna, più efficace didattica dell’intelligenza artificiale, di apprendimenti più efficaci”.
“Poi ci sono altre problematiche. C’è il problema della eticità dei rischi dell’intelligenza artificiale, non solo delle opportunità. Ecco che per iniziare a chiudere questo cerchio noi abbiamo previsto già dalle nuove linee guida sull’educazione civica l’educazione al rischio e alle potenzialità e alle opportunità dell’intelligenza artificiale, ai rischi derivanti dai social che non c’entrano direttamente”.
“C’è la grande sfida della personalizzazione della didattica. In Europa credo ci sia soltanto l’Estonia e nel mondo Cina e Stati Uniti che hanno avviato questi percorsi che non sono l’intelligenza artificiale come strumento per apprendere meglio le discipline, l’intelligenza artificiale come strumento di lavoro, l’intelligenza artificiale nel tecnologico, nel professionale, come strumenti di, tra virgolette lavoro e di formazione, ma proprio come strumento di personalizzazione della didattica per migliorare gli apprendimenti”.
“E questo strumento di personalizzazione della didattica che per me è la parola chiave perché vuol dire valorizzare la scuola costituzionale, valorizzare i talenti di ciascun ragazzo. Bellissimi, diversi, proprio perché sono diversi, sono tutti egualmente degni e tutti egualmente belli. Allora, capite che l’intelligenza artificiale con questi assistenti virtuali ha proprio la funzione di aiutare la didattica, aiutare gli apprendimenti e ovviamente però ci vuole la formazione del docente perché questi assistenti virtuali, se non c’è un docente che li sa guidare rischiano di non portarti a risultati efficaci”.
“Poi c’è, voglio ricordarlo perché l’abbiamo approvato nel famoso decreto dove c’è una marea di norme, ci si è concentrati sul tetto degli stranieri che non parlano italiano o sul burqa, ma c’è una marea di norme, ce n’è una importantissima che è collegata al fascicolo del docente e ed è l’intelligenza artificiale al servizio del lavoro del personale della scuola, perché dall’assunzione, dal reclutamento sino al pensionamento abbiamo investito 14 milioni di euro. Tracciare la carta, i documenti, tutta questa attività che è onerosa per il personale scolastico, docente, personale ATA, dirigenti e quant’altro, segreteria e quant’altro, perché l’intelligenza artificiale ti può aiutare a semplificare la tua vita professionale. Banalmente quando devi trasferirti da scuola all’altra e non è più necessario produrre documentazione e quant’altro e anche questa è la piattaforma, una piattaforma importante”.
“Quali sono le strumentazioni? I laboratori. Noi abbiamo investito 2 miliardi e 100 milioni di euro, di cui tra l’altro 124 milioni destinati specificamente alla scuola della filiera del 4+2 per i laboratori.
Abbiamo superato abbondantemente gli obiettivi che l’Europa ci poneva come obiettivi PNRR e cioè abbiamo raggiunto, pensate, quasi 156.000 aule trasformate in ambienti di apprendimento innovativo, cioè un risultato enorme. E abbiamo realizzato 7.700 laboratori per le professioni digitali. Abbiamo investito 800 milioni di euro per la didattica digitale integrata e anche qui abbiamo superato abbondantemente il target e gli obiettivi posti dalla commissione con ben 131.181 percorsi formativi svolti sulle tematiche della trasformazione digitale nella scuola e nella didattica. In particolare abbiamo formato qualcosa come 973.000 docenti e personale scolastico sui temi della didattica digitale integrata. Abbiamo rilasciato 2.227.996 attestati perché molti docenti hanno fatto più percorsi formativi e quindi grazie ai docenti per essersi prestati a questa ulteriore attività”.
“Abbiamo attivato progetti di orientamento STEM in circa 8.000 scuole con un investimento di 600 milioni di euro. In particolare sono 8.171 fra scuole statali e scuole paritarie, 147.207 percorsi di orientamento e formazione per il potenziamento delle competenze STEM digitali e per l’innovazione, pensate 236.000 formatori impegnati nei percorsi STEM, 3.400.000 studentesse e studenti che hanno partecipato a questi percorsi e infine recentemente abbiamo anche stanziato 100 milioni di euro da assegnare a questi percorsi di formazione per la formazione di docenti, formazione di studenti, laboratori, didattica laboratoriale e questa e quant’altro”.
“Ecco perché la scuola italiana vuole essere all’avanguardia e può essere all’avanguardia perché la scuola italiana ha questa straordinaria creatività, questi straordinari docenti, questi presidi illuminati, questi ragazzi pieni di entusiasmo e ora noi stiamo facendo la nostra parte per metterla nelle condizioni di competere, di arrivare ai primi posti nel panorama mondiale“.
“Chiudo con una notizia che potrà farvi piacere. A ottobre dal 19, se non ricordo male, a Cernobbio, facciamo il secondo a livello internazionale, secondo Summit ‘Intelligenza Artificiale e Scuola‘. Abbiamo invitato scienziati da tutto il mondo, docenti, studenti, ovviamente. L’anno scorso parteciparono ben 6000 ragazzi. Abbiamo invitato le imprese che lavorano nel campo dell’intelligenza artificiale, abbiamo invitato anche i decisori politici, ci saranno diversi ministri da diversi paesi, non solo europei. E quindi questa è, come disse Luciano Floridi, è la prima volta al mondo che si fa un’iniziativa di questo tipo, specificamente centrata intelligenza artificiale a scuola, una riflessione per il futuro”.