Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle sfide educative e culturali e sull’impatto delle nuove tecnologie nella scuola, la Commissione Cultura della Camera ha ascoltato Antonia Salzano Acutis, madre del santo Carlo Acutis. L’indagine, che riguarda anche la dipendenza dagli schermi e dai social media, l’uso dell’intelligenza artificiale, il contrasto all’abbandono scolastico e il ruolo della comunità educante, ha raccolto la sua testimonianza sull’importanza degli esempi positivi nella crescita dei giovani.
Salzano Acutis ha espresso piena disponibilità a partecipare a incontri nelle scuole, anche attraverso la proiezione di documentari e film dedicati al figlio. Secondo la donna, i giovani hanno bisogno di stimoli positivi per la propria crescita interiore, richiamando dal punto di vista scientifico l’azione dei neuroni a specchio, che porterebbe a imitare i modelli proposti. Pur essendo la figura di Carlo connotata in senso cattolico, ha sottolineato che valori come il rispetto per il prossimo, l’aiuto ai poveri, la difesa dei più fragili e il contrasto al bullismo sono universali e condivisibili anche in contesti laici. Fin dai 6 anni, ha ricordato, Carlo si è sempre mostrato attento verso chi aveva difficoltà a relazionarsi.
Oltre al contrasto al bullismo, Carlo Acutis è stato attivo nel volontariato: dai servizi per gli anziani al sostegno ai senzatetto a Milano con coperte e cibo, fino all’organizzazione di una “Caritas domestica” già dall’età di 9 anni. Per la madre, infatti, promuovere il volontariato e la condivisione nelle scuole, anche laiche, resta una pratica di fondamentale valore educativo.
Secondo la donna, i social network non sono tecnologie neutre, ma strumenti progettati per manipolare e creare dipendenza, il cui obiettivo primario resta commerciale: pur facilitando in certi casi i contatti, generano relazioni non autentiche, sottraendo freschezza e spontaneità ai ragazzi, che vi trascorrerebbero in media circa 4 ore al giorno. Tra le azioni proposte: impedire la circolazione di materiale illegale e perseguire le piattaforme che diffondono contenuti osceni, e incentivare il parental control in collaborazione con i ragazzi. Anche i videogiochi violenti, ha aggiunto, producono effetti negativi prolungati sulla psiche dei giovani.
Sull’IA a scuola, Salzano Acutis ha indicato quattro principi guida: non usarla per le decisioni personali, per non rinunciare all’esercizio delle proprie facoltà intellettuali; verificare sempre le fonti, abituando i ragazzi a chiedersi “chi l’ha detto?”; formulare domande chiare e precise (prompting); riconoscere che l’IA “non ha nulla di realmente intelligente” e non prova emozioni, ma elabora simboli in base a calcoli probabilistici.