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29.09.2026

Compiti assegnati all’ultimo momento a 3 alunni su 4, primi apprezzamenti per la Nota Valditara che impone ai prof di assegnarli entro pranzo del giorno prima. Partecipa al SONDAGGIO

L’uso generalizzato della tecnologia ha dilatato i tempi di assegnazione dei compiti a casa: solo a 1 studente su 4 i compiti vengono assegnati in modo tradizionale, ovvero tutti in presenza, durante le ore di lezione. A quasi 2 alunni italiani su 3 (il 62%) capita spesso e volentieri che qualche compito da fare a casa venga assegnato dai docenti fuori orario (di pomeriggio o nel weekend) tramite registro, e-mail o chat. E per una quota consistente, pari al 14% (circa 1 studente su 7), questa non è un’eccezione ma la regola, con la maggior parte del carico di studio domestico comunicata ben oltre la fine delle lezioni. A rivelarlo è un sondaggio realizzato dal portale Skuola.net, dal quale emerge che ben 3 alunni su 4 sono colpiti periodicamente, se non sempre, dalla scure dei compiti fuori tempo massimo. La rilevazione giunge nello stesso giorno in cui il ministro Giuseppe Valditara ha inviato una Nota a tutte le scuole per ribadire le indicazioni già fornite sull’assegnazione dei compiti a casa, sulla programmazione delle verifiche e sull’utilizzo del registro elettronico.      

Le indicazioni del ministro Valditara

“I compiti a casa – ha detto il ministro Valditara – devono essere assegnati con equilibrio e con una corretta organizzazione dei tempi, evitando carichi eccessivi o comunicazioni all’ultimo momento che rischiano di comprometterne la funzione educativa. Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie”.

In particolare, i compiti dovranno essere assegnati entro il termine dell’orario delle lezioni utilizzando il diario cartaceo ed evitando inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana che costringano alunni e famiglie a un controllo continuo degli aggiornamenti”, favorendo in tal modo anche “la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali“.

La nota richiama anche la necessità di una programmazione collegiale delle prove di verifica, nel rispetto dell’autonomia didattica dei docenti, così da evitare la concentrazione di più prove nella stessa giornata e garantire una distribuzione equilibrata del carico di lavoro nell’arco della settimana. I dirigenti scolastici vengono invitati a promuovere nei Collegi dei docenti una riflessione” sui temi e “le scuole potranno quindi integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento di istituto per disciplinare la materia”.

L’associazione studentesca Sbam apprezza: segno di rispetto e attenzione

Intanto, l’associazione studentesca Sbam (Studenti di Buonsenso per l’Autonomia e il Merito) ha accolto “con grande entusiasmo” le indicazioni ministeriali sull’organizzazione del carico di lavoro e alla gestione di compiti e verifiche: “finalmente una scuola – hanno fatto sapere – a misura di chi la vive ogni giorno: questa nota rappresenta un segno di rispetto e attenzione verso l’impegno e il merito degli studenti che hanno il diritto di poter organizzare il proprio lavoro in modo autonomo e responsabile. Lo stop alle notifiche sul registro elettronico in tarda serata e nei fine settimana è una misura di buonsenso che contrasta l’ansia e garantisce una gestione più equilibrata del carico di studio senza sacrificare l’impegno!”.    

L’associazione Sbam ha detto di condividere anche “pienamente il ritorno al diario cartaceo come strumento per allenare l’autonomia e la responsabilità personale, così come la stretta sulla sovrapposizione di più verifiche nello stesso giorno. Puntare su disconnessione digitale, equità e rispetto dei tempi di noi giovani e delle nostre famiglie significa costruire una scuola moderna e formativa”.

Il Moige d’accordo con Valditara

Anche Antonio Affinità, dg del Moige-Movimento Italiano Genitori, ha detto che “la nota del ministro Valditara sui compiti a casa e sulle verifiche va nella direzione giusta e raccoglie una richiesta che portiamo avanti da anni: restituire tempo e serenità alle famiglie. Il ritorno al diario cartaceo, entro l’orario di lezione, e lo stop alle comunicazioni serali o nel weekend sul registro elettronico riducono la pressione digitale su studenti e genitori, spesso costretti a un controllo ansioso degli aggiornamenti anche di sera”.

Il numero uno del Moige ha anche apprezzato “l’invito ai dirigenti scolastici a programmare collegialmente le verifiche, evitando che più prove si concentrino nella stessa giornata, e il richiamo esplicito alla disconnessione digitale degli studenti. Sono principi di ‘ragionevolezza, equità e proporzionalità’ che chiediamo da tempo vengano tradotti in pratiche concrete nei Collegi docenti. Ora la sfida è l’attuazione: chiediamo alle scuole di recepire queste indicazioni nei Patti educativi di corresponsabilità, con il coinvolgimento reale delle famiglie”.

Il nostro sondaggio

Ma cosa pensano gli insegnanti dell’iniziativa del dicastero bianco di Viale Trastevere? I diari cartacei sono ancora usati dai ragazzi o sono sempre più rari, considerando che alcune case produttrici sono state costrette alla chiusura?

La testata giornalistica La Tecnica della Scuola ha deciso di sondare il terreno andando a chiedere il parere – attraverso un sondaggio on line – proprio degli insegnanti.

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