Nell’era del digitale si rischia di essere travolti da un sostrato normativo nel quale non è sempre semplice orientarsi e distinguere ciò che è moralmente corretto da ciò che non lo è. In questo contesto, la differenza possono farla le istituzioni scolastiche: comunità educanti caratterizzate dalla partecipazione civile e democratica, da un forte senso etico e da una corresponsabilità diffusa.
L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre case e nelle nostre aule, ma quanti di noi sanno realmente governarla? Per poterla governare è necessario conoscere la sostanza di cui è fatta. Dirigenti, docenti ed educatori non sono chiamati soltanto a formare sull’utilizzo dell’IA in aula, bensì soprattutto a educare all’etica del suo utilizzo, nel rispetto della protezione dei dati e nella promozione di una riflessione consapevole su un apprendimento critico.
Nella somministrazione dei “compiti” a casa, quanti studenti si interrogano davvero su ciò che comporta quel famoso “chiedi a GPT”? Come docenti responsabili, siamo chiamati a stimolare una riflessione su quella povertà del comando e a promuovere una formazione che insegni a utilizzare l’intelligenza artificiale in maniera responsabile: non come sostituto del pensiero, ma come strumento capace di allenare la mente verso un’acquisizione critica della conoscenza e delle competenze.
Un invito a riflettere: “che possiate essere protagonisti del processo di ricerca, conoscere e comprendere l’intelligenza artificiale, affinché possiate davvero imparare a governarla!”.
Azzurra Barbieri