Da oggi, 1° ottobre, la Fondazione intercultura ha un nuovo segretaria generale che raccoglie il testimone di Roberto Ruffino, storico padre degli scambi interculturali e dei processi di internazionalizzazione in Italia.
In esclusiva Tecnica della Scuola ha ottenuto un’intervista da Mattia Baiutti che ci aiuta a comprendere il nuovo passaggio della Fondazione e le sfide che il sistema formativo sta vivendo in questi anni nel processo di internazionalizzazione
Cos’è la Fondazione Intercultura e cosa fa?
La Fondazione Intercultura ets è nata nel 2007 per iniziativa dell’Associazione Intercultura, organizzazione educativa di volontariato leader nella mobilità studentesca internazionale. Da allora svolge un ruolo pionieristico nell’internazionalizzazione della scuola italiana, attraverso ricerche, convegni, pubblicazioni, seminari di formazione e borse di studio. Un punto di eccellenza è l’Osservatorio sull’Internazionalizzazione delle Scuole e la Mobilità Studentesca, unico in Europa, che misura periodicamente il livello di internazionalizzazione delle scuole superiori italiane. Il prossimo Rapporto, a cui hanno contribuito più di 1000 scuole, sarà presentato il 9 ottobre al Ministero dell’Istruzione e del Merito e in streaming. Tutto questo lavoro è reso possibile grazie a una costante attività di raccolta fondi e il suo impatto non si limita alla comunità scolastica, ma si estende all’intera società, contribuendo a formare cittadini e cittadine globali attivi.
Lei da oggi diventa Segretario Generale della Fondazione al posto di Roberto Ruffino, padre storico di Intercultura in Italia, che ne diventa Presidente onorario. Qual è l’orientamento futuro della Fondazione Intercultura?
Ho il grande onore di succedere a una persona visionaria come Roberto Ruffino che continuerà a offrire il suo prezioso contributo nel nuovo ruolo di Presidente Onorario. Per il futuro della Fondazione Intercultura desideriamo proseguire nel solco tracciato in questi primi 18 anni, rafforzando il suo ruolo di laboratorio di idee ed esperienze sull’internazionalizzazione della scuola e sull’educazione interculturale. Crediamo infatti che sia fondamentale – soprattutto in questo drammatico periodo storico – sviluppare competenze trasversali, in primis quella interculturale, indispensabili per costruire dialogo e pace. Porteremo avanti questo impegno lavorando in rete: innanzitutto con l’Associazione Intercultura ODV, ma anche con il mondo della scuola, le istituzioni e le organizzazioni che condividono i nostri valori.
Il processo di internazionalizzazione dei sistemi educativi è un processo in crescita e anche il Ministero si è dotato di Linee guida con il decreto 241/del 7 dicembre 2023. Cosa significa per le scuole italiane “internazionalizzarsi”?
Oggi nel mondo scolastico la parola “internazionalizzazione” è molto usata e, a volte, anche abusata. Sarebbe importante avviare una riflessione critica e condivisa su cosa significhi davvero questo concetto. È ciò che, come Fondazione, abbiamo cercato di fare fin dall’inizio con il nostro Osservatorio e le nostre ricerche, proponendo anche una definizione. La ringrazio per aver citato le Linee guida del MIM, nelle quali è stata adottata proprio la nostra definizione. In poche parole, internazionalizzarsi per una scuola significa aprirsi al mondo: formare cittadini e cittadine capaci di sentirsi parte di una comunità più ampia del proprio contesto locale, di imparare a vivere con gli altri valorizzando le diversità e di attivarsi per il bene collettivo, guidati dai valori dei diritti umani e della giustizia sociale. Questa formazione non riguarda solo studenti e studentesse, ma l’intera comunità scolastica. Per realizzarla esistono molte pratiche possibili: dall’internazionalizzazione del curriculum al potenziamento linguistico, dall’organizzazione di laboratori di cittadinanza globale fino alle esperienze di mobilità internazionale.
Due righe per presentarsi: so ad esempio che lei è anche il Segretario Generale dell’IAIE – International Association for Intercultural Education
Mi occupo di internazionalizzazione della scuola dal 2012, quando una borsa di dottorato della Fondazione Intercultura mi ha dato l’opportunità di avviare ricerche su questo tema poco esplorato. Ho approfondito diversi aspetti tra cui l’impatto della mobilità studentesca, la valutazione della competenza interculturale (N.d.a. Protocollo di valutazione Intercultura) e il significato stesso di “internazionalizzazione”. Dal 2015 mi sono dedicato anche alla formazione del personale scolastico e nel tempo sono diventato Responsabile delle attività di ricerca e formazione della Fondazione. Parallelamente ho collaborato con organizzazioni internazionali come l’OCSE, il Consiglio d’Europa, l’European Federation for Intercultural Learning (EFIL) e l’AFS Intercultural Programs. Fin da quando ero un giovane ricercatore ho partecipato attivamente all’International Association for Intercultural Education (IAIE), che lo scorso gennaio mi ha eletto Segretario Generale. È stato e continua ad essere un percorso intenso, che porto avanti con passione e con la convinzione, tutt’altro che retorica, che l’educazione interculturale e internazionale possa contribuire concretamente a formare cittadine e cittadini capaci di costruire una società planetaria più giusta, inclusiva e pacifica.