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30.12.2025

ITS Academy, l’Italia accelera: ma chi supera i test spesso rinuncia

Gli Istituti Tecnologici Superiori, oggi ITS Academy, stanno vivendo una crescita senza precedenti. I percorsi post-diploma che promettono competenze subito spendibili nel mercato del lavoro hanno intercettato una domanda crescente, sostenuta dall’intervento del Pnrr e dalle esigenze del tessuto produttivo. Il risultato: 11.834 iscritti distribuiti in 450 percorsi, +27,7% rispetto al 2022. Una traiettoria coerente con l’obiettivo Pnrr di raddoppiare i numeri rispetto al 2021.

La spinta non riguarda solo i volumi: aumenta l’offerta, si investe in laboratori, borse di studio, formazione dei docenti, mentre le imprese entrano stabilmente nella progettazione didattica. La Lombardia traina per numero di iscritti, la meccanica resta l’area più richiesta, e nei comparti tecnologici avanzati gli ITS sono ormai diventati un canale di reclutamento anticipato.

Ma dentro l’entusiasmo si nasconde un paradosso: la dispersione tra i candidati idonei e gli iscritti effettivi. Nel monitoraggio nazionale 2024 il percorso è netto: oltre 26mila richieste di partecipazione alle selezioni, più di 22mila presenti alle prove, quasi 19.600 idonei… e soltanto poco più di 9mila iscritti. Significa che una parte consistente dei ragazzi che superano la selezione non arriva all’ultimo passaggio. Il collo di bottiglia, spiegano i dati, è “dopo” la selezione: orientamento insufficiente, aspettative non allineate, costi indiretti, difficoltà logistiche. In altre parole, la domanda potenziale c’è, ma non sempre si traduce in scelta definitiva.

E mentre gli ITS crescono, la domanda delle imprese corre ancora più veloce. Secondo Unioncamere, per il 2025 il fabbisogno stimato è di circa 120mila diplomati ITS, ma oggi il sistema non è in grado di fornirne nemmeno la metà. Un divario che non misura un problema di qualità — anzi — ma di capacità produttiva del sistema formativo. Lo dimostra un dato chiave: oltre l’85% dei diplomati lavora entro un anno dal titolo, e nel 90% dei casi in coerenza con il percorso studiato.

La crescita, però, non azzera gli squilibri strutturali. Le studentesse sono appena un quarto degli iscritti e la proporzione non migliora nonostante il boom. Le differenze territoriali restano marcate, con regioni che viaggiano a doppia velocità. E la fine dei finanziamenti straordinari del Pnrr potrebbe frenare l’espansione proprio nel momento di massima domanda.

Il balzo degli ITS Academy è quindi reale e motivato: risorse, risultati e imprese hanno creato un circolo virtuoso. La sfida ora è stabilizzarlo. Ridurre la dispersione dopo la selezione, rafforzare l’orientamento, rendere i finanziamenti strutturali. Perché il modello funziona già: si tratta di decidere se lasciarlo come risposta episodica alla carenza di tecnici o trasformarlo in una colonna portante della formazione italiana.

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