La principessa di Galles Kate Middleton, moglie dell’erede al trono William, sta per tornare in Italia. La futura regina visiterà, il 13 e 14 maggio, la città di Reggio Emilia. Il motivo? Ha molto a che fare con la scuola.
Come riportato da Rai News, la principessa ha intenzione di conoscere da vicino il modello di educazione alla prima infanzia praticato nelle scuole della città emiliana (il Reggio Approach) e apprezzato a livello internazionale.
La visita fa parte di una missione di alto livello della Royal Foundation. Kate incontrerà insegnanti, genitori e bambini, insieme ad amministratori e rappresentanti del mondo imprenditoriale. Si tratta, come ricorda Il Resto del Carlino, della prima visita di Kate da principessa in Italia, dopo che un primo viaggio nel Belpaese previsto per il 2024 è stato annullato a causa delle sue condizioni di salute.
Il suo ultimo viaggio ufficiale all’estero fu a dicembre del 2022, quando accompagnò il principe William a Boston, negli Stati Uniti.
Reggio Children, Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine, fin dalla sua nascita – nel 1994 – persegue l’obiettivo di valorizzare e rafforzare l’esperienza delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali di Reggio Emilia. Un approccio pedagogico conosciuto nel mondo come Reggio Emilia Approach.
Il Reggio Approach è una filosofia educativa fondata sull’immagine di un bambino con forti potenzialità di sviluppo e soggetto di diritti, che apprende attraverso i cento linguaggi appartenenti a tutti gli esseri umani e che cresce nella relazione con gli altri.
Figura centrale di questa storia è Loris Malaguzzi, che insieme al Comune, a molti amministratori locali, cittadini e in particolare cittadine, ha contribuito alla nascita e alla costruzione della rete di scuole e nidi d’infanzia comunali di Reggio Emilia.
La visita di Kate Middleton è di certo tra le più illustri che la città abbia accolto, ma nel tempo l’approccio di Loris Malaguzzi, confluito in Reggio Children ha attirato le attenzioni di Gianni Rodari (1972), Dario Fo e Franca Rame (1999), di Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo e José Antonio Abreu, fondatore di El Sistema (2007); Margherita Hack, astrofisica e divulgatrice è stata accolta a Reggio nel 2009, assieme all’architetto Santiago Calatrava e a Carlo Feltrinelli, presidente dell’omonimo gruppo.
Nel 2010 è la volta di Carlo Petrini, gastronomo, sociologo, scrittore e, nel 2020, di Tahar Ben Jelloun, scrittore e poeta marocchino. In diverse occasioni la nostra città ha ospitato lo psicologo Jerome Seymour Bruner, Howard Gardner (psicologo e docente, teorico intelligenze multiple) e James Heckman, economista e statistico Premio nobel per la Fisica.