Prima Ora | Notizie scuola del 6 maggio 2026

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06.05.2026

Barbara Berlusconi sui rischi dei social: “I docenti che formiamo non sono pagati. Ho studiato alla scuola steineriana, senza tecnologie”

Barbara Berlusconi, terzogenita di Silvio Berlusconi, imprenditrice 41enne madre di cinque figli, e a capo di una Fondazione nata da pochi mesi che porta il su nome, ha parlato ancora una volta dell’educazione digitale dei più giovani e della possibilità di vietare l’uso dei social ai più piccoli.

Berlusconi ha a cuore il tema dell’educazione. Ecco cosa ha detto in una intervista a Il Giornale: “Non abbiamo ancora piena consapevolezza di quanto strumenti come gli smartphone, che ci collegano con il mondo e dunque non sono neutri, incidano su una fase tanto delicata come l’adolescenza. Due genitori su tre si sentono disorientati e chiedono aiuto”.

“I miei genitori facevano una selezione di ciò che potevamo vedere e di questo sono loro grata. Il televisore non rimaneva acceso tutto il giorno. Non è lo strumento tecnologico ad essere sotto accusa, è come lo si utilizza. Se l’uso è sregolato non va bene: il problema della relazione degli adolescenti con i social sta qui. Sono sempre connessi e i social sono programmati con un’altissima capacità di catturare la loro attenzione. È molto rischioso e anche controproducente lasciare soli i ragazzini. L’utilizzo a tempo dei social sotto un controllo adulto è l’unica strada”.

“Ho studiato alla scuola steineriana”

Ecco alcune dichiarazioni in merito alla sua esperienza: “Mi sono laureata in Filosofia morale: sono argomenti che mi porto dietro fin da quando ero ragazza. Oggi li affronto con maggiore esperienza, anche da madre, ma questi nodi educativi li ho vissuti anch’io: ho studiato alla scuola steineriana, dove la tecnologia era bandita. Uno dei loro principi è disincentivare la tecnologia, la televisione, la radio e quindi anche i cellulari, che oggi non riteniamo poi così dannosi. La pedagogia steineriana è molto rigida, non denigra la tecnologia ma ne suggerisce un’introduzione graduale, che permetta al bambino di essere educato in contesti che non siano passivi”.

“Io do ai miei figli poche regole molto chiare. Non li ho tenuti sotto una campana di vetro, al contrario sono una madre che tende a responsabilizzare, li ho resi consapevoli e indipendenti. Ho sempre incentrato tutto sul dialogo, più che sull’imposizione. Certo, non dare ai maggiori lo smartphone fino ai 16 anni è stata una mia scelta, discussa in famiglia, ma non è stato un divieto imposto. Direi un percorso costruito nel tempo, spiegandone le ragioni. Il fatto che l’uso della tecnologia nella scuola steineriana sia posticipato ha reso tutto più naturale: non c’era una pressione sociale immediata e questo ha semplificato anche il nostro ruolo di genitori”, ha aggiunto.

Ed ecco cosa ha detto sulla scuola: “Una scuola inclusiva e formativa è fondamentale anche per trasmettere il valore educativo che Internet può avere, se utilizzato correttamente. Purtroppo oggi non formiamo i docenti e quelli che formiamo non vengono retribuiti per questo. Ci affidiamo alla buona volontà dei singoli. Soprattutto sulle difficoltà di apprendimento, ad esempio, come i deficit e i disordini di attenzione, o l’autismo, ma anche le plusdotazioni, non esiste nulla”.

Le parole di Berlusconi dopo l’accoltellamento della docente

Barbara Berlusconi, qualche settimana fa, commentando l’accoltellamento di una docente di francese, la professoressa Chiara Mocchi, da parte di uno studente di 13 anni (che indossava una maglia con sopra scritto ‘vendetta’), avvenuto il 25 marzo in un corridoio della scuola media di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, ha tenuto a ricordare che “con la fondazione ‘Barbara Berlusconi’ siamo impegnati su questo fronte con un intenso lavoro di sensibilizzazione, su un tema di cui ancora non si percepisce fino in fondo la gravità, anche rispetto all’impatto crescente dell’intelligenza artificiale”.

Quindi, Barbara Berlusconi ha continuato ricordando che la sua fondazione ha “avviato progetti di studio e prevenzione, anche in collaborazione con un’importante scuola inglese, e promosso analisi con istituti di ricerca che mostrano come molti genitori si sentano impreparati e disorientati”.

Barbara Berlusconi ha quindi sottolineato che “i dati e l’esperienza delle famiglie convergono: meno esposizione digitale significa più equilibrio, più relazioni reali e meno fragilità. I genitori non possono essere lasciati soli: serve una responsabilità più forte delle istituzioni e delle piattaforme. Proteggere i minori oggi significa avere il coraggio di mettere regole chiare”, ha concluso la figlia del Cavaliere.

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