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“L’abbiamo strangolata in auto e poi gettata via”: così è morta la prof scomparsa

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L’atroce verità è arrivata subito dopo il ritrovamento del suo cadavere in una vasca di scolo situata nei boschi di Rivara, nel Canavese, in provincia di Torino.

La professoressa Gloria Rosboch,scomparsa da casa lo scorso 13 gennaio nel torinese, è stata strangolata: il corpo, immerso nell’acqua fredda della vasca di decantazione e conservato quasi perfettamente – con i segni dello strangolamento ben evidenti per le chiare le lesioni sul collo – è stato trovato venerdì 19 febbraio dai sommozzatori dei vigili del fuoco, non lontano da Castellamonte, luogo dove viveva la docente di francese.

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Immediatamente dopo, è stato fermato dai carabinieri di Chivasso Gabriele Defilippi, l’ex allievo della professoressa 49enne.

 

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Contestualmente, i Carabinieri hanno fermato un secondo uomo, Roberto Obert di 54 anni, un amico dell’ex allievo della professoressa: sembra che sia stato lui ad avere indicato agli inquirenti il luogo del ritrovamento.

E sempre l’uomo, ha ammesso la paternità del terribile gesto: “l’abbiamo strangolata in auto e poi gettata via”.

Alla base del delitto vi sarebbe una truffa: la sottrazione di 187mila euro, i risparmi dei genitori della povera professoressa, prelevati dalla stessa e consegnati all’ex allievo.

Per i carabinieri è subito dopo scattato il fermo dei due, per “omicidio volontario e occultamento di cadavere”.

Nei giorni scorsi avevamo parlato del caso, riportando la decisione del dirigente scolastico della professoressa di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti, per via della sua assenza ingiustificata dal posto di lavoro.

 

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