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L’incubo dell’insegnante deve essere psicanalizzato

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Meglio i sogni o la realtà? Con i tempi che corrono sarebbe molto meglio sognare, piuttosto che vivere una triste, tristissima, realtà. A volte, però, anche i sogni, che si rivelavo propri e veri incubi, sono ancora peggio della realtà.
Eppure alcuni insegnanti, rassicurati dalle bellissime parole del Presidente del Consiglio, proferite nel palchetto della Leopolda, hanno avuto, nella nottata scorsa, dei brutti incubi, tanto da svegliarsi di soprassalto, sudati ed in preda al panico, per scoprire che era stato soltanto un brutto sogno.
Il messaggio comunicativo lanciato da Renzi all’indirizzo del ruolo docente è di fondamentale importanza: “Bisogna che fare il professore torni ad essere un sogno di un ragazzo e non una cosa da sfigati”. Un messaggio rassicurante volto a rivalutare il ruolo dell’insegnante, che dovrà tornare ad essere un asse portante dell’intero sistema formativo italiano.
Si tratta di cambiare mentalità nella nostra società, considerando la figura di insegnante come fosse un’icona da emulare e raggiungere. Basta considerare gli insegnanti come fossero degli sfigati, bisogna rendere il lavoro dei docenti desiderabile come fosse un sogno irraggiungibile. Quindi perché il ragazzo di oggi possa sognare di diventare professore di domani, bisognerebbe che il docente di oggi non venga visto come uno sfigato che non riesce nemmeno a sognare.
Torniamo a parlare degli incubi di alcuni insegnanti, avuti dopo avere ascoltato le rassicurazioni del Premier sulla rivalutazione della funzione docente. Questi insegnanti hanno sognato di leggere una legge di stabilità e un documento di riforma scolastica, in cui era scritto che il loro misero stipendio, bloccato dal 2007, resterebbe bloccato almeno fino alla fine del 2015, hanno anche sognato, mentre nel loro corpo aumentavano i sudori tipici di chi sogna scompostamente, che avrebbero avuto gli scatti di anzianità aboliti per sempre, e che fino al 2019 non avrebbero avuto alcun aumento di stipendio, dovuto alla progressione di carriera, hanno anche sognato, con una sudorazione fredda ai massimi livelli, che avrebbero dovuto competere tra loro, accumulando crediti didattici, professionali e formativi, per evitare l’onta e la gogna di rientrare nel 34% di docenti immeritevoli.
Un incubo che se fosse realtà porterebbe questa professione a non rappresentare più un sogno per nessun ragazzo, ma solamente un lavoro da sfigati presi in giro da una politica menzognera. Ma come sostenuto dal padre della psicanalisi Freud i sogni ed anche gli incubi vanno interpretati e psicanalizzati.
Quale significato possiamo dare al sogno fatto da questi insegnanti? Decriptando il contenuto latente e manifesto del sogno, si comprende bene che gli insegnanti temono, come è già avvenuto con i governi Berlusconi, Monti e Letta, che anche con il governo Renzi gli insegnanti continueranno a vivere da sfigati all’ombra di una Leopolda ricca di finanzieri che di scuola e cultura non capiscono proprio nulla.