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La Concezione Immacolata di Maria: il dogma

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Agostino d’Ippona (354 – 430) è il primo teologo che parla della natura perfetta e speciale di Maria: “La pietà impone di riconoscere Maria senza peccato. Per l’onore del Signore Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati”(De Natura et Gratia, 42). È chiaro che Dio lo poteva e lo voleva fare; se lo ha voluto lo ha fatto in previsione del fatto che Maria sarebbe diventata la madre dei Gesù. In Oriente sono diversi i padri greci che attribuiscono una speciale natura a Maria. Proclo di Costantinopoli (m. 446-7) scrive che Maria “è il santuario dell’impeccabilità, il tempio santificato di Dio, il paradiso verdeggiante e incorruttibile”.
La festa della Concezione Immacolata di Maria è comune ai Cristiani sia dell’Occidente che dell’Oriente ma la diversità della celebrazione è visibile non solo nella data della festa ma anche nei contenuti, ed è dovuta ad una differente storia della Chiesa Cattolica rispetto alla Ortodossa.
Questa festività era già celebrata in Oriente nel secolo VIII ma non a Gerusalemme, come per le altre due feste mariane della Natività (8 settembre) e della Presentazione al tempio (21 novembre), ma a Costantinopoli. Esistevano già due altre feste di concezione: quella di Gesù (Annunciazione il 25 marzo) e quella di Giovanni Battista (23 settembre) e così fu costituita come terza quella di Maria. Fu fissata al 9 dicembre con riferimento alla festa della nascita di Maria, l’8 settembre. Ben presto la nuova festa fu considerata non solo come la prima di tutte le feste, ma anche la base e il fondamento delle altre, essendo la venuta all’esistenza di Maria il perno e il cardine della venuta nel mondo del Figlio di Dio. Si celebra la venuta all’esistenza (il concepimento) della futura Madre di Dio, vedendo già in essa il mistero di suo Figlio e la sua opera redentrice per un intervento speciale della Santissima Trinità, che intendeva preparare “la casa” del Verbo che si incarnava. Il convincimento è relazionato a questa riflessione: non sarebbe stato “conveniente” che il Figlio di Dio si incarnasse nel grembo di una donna se questa non fosse stata perfettamente monda da qualsiasi peccato.
Lungo i secoli dell’Europa occidentale i teologi cattolici furono sostanzialmente divisi sulla questione dell’Immacolata: mentre i domenicani sostenevano la redenzione anticipata (“macolisti”), i francescani sostenevano la redenzione preventiva (“immacolisti”). E così il dogma cattolico dell’Immacolata Concezione di Maria è stato proclamato solo l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.
Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria. Il dogma dell’Immacolata riguarda se stessa e il peccato originale: per la chiesa Cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente.

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