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La cultura ora passa per i banchi del mercato

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La cultura non ha prezzo, ma nemmeno luogo. Così, ecco che a Genova i libri nuovi, da acquistare, arrivano sui banchi di frutta e verdura. L’iniziativa è ella giunta Doria, volta a salvare il patrimonio culturale delle librerie genovesi in difficoltà economiche, e prevede anche semplificazioni burocratiche, collaborazione coi municipi e aiuti nella promozione di eventi.

I volumi di librai indipendenti, una ventina, potrebbero così presto essere in vendita accanto a frutta e verdura, latticini e carni, nei mercati comunali. “Comprare pane, pesce e un bel libro – ha detto il 5 dicembre l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Genova, Francesco Oddone, promotore dell’iniziativa insieme agli assessorati alla scuola e al turismo -: vogliamo che passi il concetto che la cultura può essere un acquisto quotidiano”.

 

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“I piccoli librai vanno salvaguardati, curano il cliente come un ospite, danno suggerimenti di lettura e sono una ricchezza del territorio” ha aggiunto l’assessore comunale al turismo, Carla Sibilla. Il Comune di Genova dunque darà in affitto a piccoli librai che ne facciano richiesta gli stalli vuoti dei mercati rionali, a partire da quello di Certosa, in Valpolcevera. La giunta ha deciso di non concedere gli spazi gratuitamente per non creare una concorrenza sleale con altri commercianti ma si sottolinea che l’affitto degli stalli costa meno di quello di un negozio.

Resta da capire se i clienti tipici dei mercati rionali, casalinghe e anziani, possano essere interessati all’acquisito dei libri. Il dubbio è forte, ma vorremmo essere smentiti.

 

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