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La dignità precaria del personale ATA

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L’incertezza politica scaturita dal recente risultato elettorale, in cui nessun partito o coalizione ha raggiunto la maggioranza assoluta dei consensi, apre uno scenario incerto sugli esiti di governo e sul futuro della scuola stessa.

E’ paradossale che il PD, partito politico la cui Mission doveva contribuire a rappresentare l’intera scuola pubblica abbia creato una sorta disparità di trattamento tra Docenti e Personale ATA, creando un malcontento diffuso soprattutto nei confronti di chi si è sentito escluso dalla Legge 107/15.

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D’altra parte il risultato politico delle recenti amministrative è figlio di un sentimento diffuso di protesta e voglia di cambiamento che ha visto la Scuola al centro di una grande protesta e il naufragio di una idea di sinistra tramontata nei seggi elettorali. Ancora tanti precari ATA e non solo, da Nord a Sud, e numerosi posti vacanti nel profilo di DSGA (circa 2.500 posti), a cui risulta negato un Concorso atteso da diversi anni, rende incerta l’organizzazione di migliaia di istituzioni scolastiche con DSGA in reggenza su più scuole, con migliaia di precari ATA, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, (circa 25.000) in continua mobilità da una scuola all’altra e con molti aspiranti a cui non resta che aspettare.

L’incertezza lavorativa non paga, né in termini politici, né in termini di economia, né in termini di servizio offerto all’utenza, tant’è che tre regioni (Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto) hanno firmato un’accordo decennale frutto di un’intesa tra Regioni e Stato il 28 febbraio c.a. riguardante “l’autonomia differenziata” che sarà reso operativo successivamente attraverso una legge nazionale.

In pratica, lo Stato delegherà alcune sue funzioni elencate nell’articolo 117 della Cost., tra cui l’istruzione. Tra le competenze che queste regioni potranno esercitare, quella relativa alla determinazione di un organico regionale in relazione alla necessità delle scuole.

Le tre regioni, inoltre, potranno istituire un fondo per gli organici che potrà essere utilizzato nel caso di organico aggiuntivo. Una svolta, anzi una rivoluzione a detta di molti, i cui effetti non tarderanno ad arrivare. Ma tornando ad una analisi politica se a lamentare un grande affanno sono i DSGA, gli assistenti amministrativi, i collaboratori scolastici, gli assistenti tecnici, ecc., l’effetto di una dignità precaria si traduce ormai da diversi anni nella sottoscrizione di una serie di contratti a tempo determinato, nello scarso potere d’acquisto degli stipendi, nell’impossibilità a investimenti personali, nel ritardo al raggiungimento di progetti personali.

Quello che stiamo pagando è un costo altissimo a cui bisognerebbe porre rimedio attraverso un piano straordinario di stabilizzazioni, l’abolizione della Legge Fornero, prevedendo come detto un organico potenziato su scala regionale in relazione alla necessità delle singole istituzioni scolastiche. Al nuovo governo, non resta che accettare la sfida, perché se si vuole governare un Paese, non si può fare a meno di una scuola al passo coi tempi, una scuola che sappia riconoscere il valore della dignità umana mettendo al centro l’uomo ancor prima dell’obiettivo.

Mario Di Nuzzo