La formazione dei docenti è al centro, sia per il Ministro sia per i sindacati

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Quello della formazione dei docenti potrebbe diventare il tema delle prossime settimane quando si inizierà a discutere seriamente dei fondi del PNRR e del rinnovo contrattuale.
Nell’atto di indirizzo sull’attività amministrativa per il 2022 firmato dal ministro Bianchi pochi giorni fa ci sono tutte le premesse.

Vediamo cosa si dice nel documento.

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È necessario definire un nuovo sistema per la formazione continua del personale scolastico, con l’obiettivo di aumentarne la platea nei percorsi di formazione e di migliorare la qualità della relativa offerta formativa,
per renderla maggiormente rispondente alle esigenze di servizio e di valorizzazione delle esperienze maturate e per sostenere la crescita professionale del personale della scuola.
A tale scopo, nel PNRR il Ministero ha previsto un intervento di riforma diretto a costruire un sistema di formazione di qualità in linea con gli standard europei, il cui coordinamento sarà affidato ad una Scuola di
Alta Formazione, un organismo qualificato dotato di un comitato tecnico-scientifico che coinvolgerà l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE), l’Istituto Nazionale per la
Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI), nonché Università italiane e straniere.
Alle azioni formative per gli insegnanti, si accompagnerà la realizzazione di un sistema digitale per la documentazione dei percorsi di formazione e delle esperienze professionali maturate.

Il Ministro Bianchi anche nel discorso di inaugurazione dell’anno scolastico ha parlato di formazione continua, “di tutte le persone che vivono nella scuola e che partecipano al mondo della scuola”, in vista di una riforma generale della scuola, “a partire dall’organizzazione e dalla didattica”.
Sul tema è intervenuto il sindacato di Francesco Sinopoli, la FLC CGIL, ad avvertire: attenzione a non svilire la professionalità docente, come hanno fatto i concorsi a quiz delle discipline STEM.
“La formazione in ingresso sia il momento chiave della professione docente – chiede il sindacato – perché quando manca diventa difficilissimo recuperare il gap nella vita professionale successiva”. E ancora: “L’unione di formazione e reclutamento in un unico sistema integrato sia il nuovo modello formativo strutturato e costruito in collaborazione tra scuola e università”. E il pensiero corre all’esperienza delle Siss.

Per capire come si potrà realizzare tutto questo bisogna però aspettare l’apertura del tavolo contrattuale in quanto i sindacati continuano a sostenere che la formazione è materia di contrattazione e ogni intervento sull’argomento deve essere oggetto di accordo sindacale.

Di tutto questo e altro ancora si parla nel nostro VIDEO settimanale.