Registrati
BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
18.06.2026

La Maturità a 78 anni: ho l’ansia dei giovani ma è un’esperienza bellissima, durante l’anno ho usato ChatGPT e il prof mi ha beccato a copiare

Si è svegliato alle cinque, poi ha fatto un po’ di ginnastica, ha mangiato qualche biscotto, bevuto un caffè e qualche minuto prima delle ore otto il tenente colonnello dell’Esercito in pensione Orazio Rinaldi, 78 anni, si è presentato all’ingresso dell’Istituto Tecnico Superiore Calamandrei di Roma. Il motivo? Svolgere la prima prova scritta dell’esame di maturità per prendere il diploma in ‘Amministrazione forense e marketing’.

Rinaldi, romano d’adozione originario di Monte Sant’Angelo, in Puglia, alla vigilia della prova ha detto all’Adnkronos di vivere l’esame di Stato con “la stessa ansia dei compagni 19enni”, ma anche che sta vivendo un’esperienza che consiglia “di fare a tutti i coetanei che per diversi motivi non hanno mai conseguito un diploma”.

Da 16 anni impegnato al Centro sportivo, in qualità di vicepresidente vicario, dell’Associazione italiana scherma, aveva un desiderio: “Ho sempre pensato che un ufficiale” dell’esercito italiano “non può non avere la maturità, io da militare ho studiato ma non c’era un riconoscimento civile”.

Si è così iscritto alla scuola superiore, presentandosi ai nastri di partenza del quinto anno come se fosse un under 20: “Ho frequentato tutti i giorni – ha tenuto a dire -: dal 29 settembre seduto tra i banchi dell’Istituto con i miei compagni di 18, 19, 21 anni. Con Matteo che ha 19 anni, siamo diventati amici, ma mi sono trovato molto bene con tutti. Io ho insegnato delle cose a loro e loro ne hanno insegnate a me. I ragazzi li ho conquistati con la semplicità, sono stato uno di loro”.

“Come loro – ha simpaticamente aggiunto l’ex tenente colonnello – ho copiato e sono stato ‘beccato’ dalla prof, sono nella chat di classe, ho imparato a entrare nel loro mondo fatto di social e intelligenza artificiale. E a loro ho trasmesso le mie memorie vive: io sono nato nel 1948, ricordo un’Italia senza le fogne, ricordo la prima trasmissione tv, il boom economico, gli ho parlato della liberazione delle donne con l’arrivo delle prime minigonne… Per questo dico che dovrebbero farlo tutti i miei coetanei, ci permetterebbe di capire meglio il mondo di oggi e dialogarci”.

Quindi, ha detto, sempre all’agenzia di stampa, di volere “sfatare il mito che bisogna essere coraggiosi per fare una scelta del genere, il coraggio è ben altro. E non è vero che è più faticoso se tieni la mente sveglia. E la mente si addormenta solo se non la usi. Io voglio pensare che il domani mi appartenga e che io appartengo al domani, sennò sono un uomo morto”.

Quindi, rivela che con la classe ha “fatto la simulazione dell’esame poco più di un mese fa e ho preso 9 al tema: è tosta e con i miei compagni ci stiamo già organizzando su come passarci qualche informazione tra i banchi”, dice mentre la moglie lo prende in giro: “Come i ragazzini”.

La conclusione è per tutti i suoi docenti. “Ho avuto dei professori davvero splendidi, non solo con me ma con tutti i ragazzi fanno un lavoro straordinario”, ha concluso Rinaldi.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate