Home Archivio storico 1998-2013 Attività parlamentare La “maxifregatura” della spending review

La “maxifregatura” della spending review

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Nelle votazioni in senato sul maxiemendamento i 217 favorevoli sono stati: PDL, PD e Terzo Polo; e i 40 voti contrari sono stati: Lega Nord e IDV, più qualche frondista PDL, mentre tra i quattro senatori astenuti ci sono stati: Marcello Pera, Antonio D’Alì e Francesco Bevilacqua tutti del PDL.
La scuola esce ancora una volta malconcia da questo provvedimento e la Flc Cgil promette battaglia nelle piazze e nei tribunali per fermare questo susseguirsi incessante di norme ingiuste e indegne di un paese civile. 
Le modifiche apportare al testo originario, con l’approvazione della maxi fregatura, peggiorano ancora di più le condizioni di lavoro del personale della scuola, si beffano dell’autonomia scolastica e danno un altro schiaffo alla contrattazione integrativa. Nulla di fatto sul divieto di monetizzazione delle ferie che a detta dello stesso Miur non avrebbe dovuto riguardare i supplenti della scuola. Assolutamente insufficiente l’attenuazione introdotta sull’aumento delle tasse universitarie che esclude gli studenti fuori corso. Il partito dell’Italia dei Valori parla di vero e proprio scempio che questo governo sta perpetrando nei confronti della scuola con il consenso del PD. Le brutte sorprese per la scuola non finirebbero con l’ approvazione del decreto legge n. 95/2012 , ma potrebbero continuare con l’approvazione in Commissione Cultura del DdL n. 953, noto come legge Aprea, ancora una volta con il consenso del PD.
Si tratta di un provvedimento che rivoluzionerebbe l’autogoverno della scuola, introducendo i cosiddetti statuti dell’autonomia che sarebbero diversi da scuola a scuola. Questo provvedimento, sostiene l’on. Zazzera dell’Italia dei Valori, non è emendabile né migliorabile, va solo gettato nel cestino perché esclude la scuola e annulla ogni forma di partecipazione. E’ una legge, continua Zazzera, che vogliono approvare alla chetichella senza un confronto in Parlamento. 
Con la legge Aprea, conclude l’onorevole dell’IDV, ogni scuola potrà dotarsi di uno statuto delle autonomie e far entrare negli organi collegiali fondazioni ed enti privati per finanziare l’offerta formativa.
Intanto il crescente fronte del no alla legge Aprea preoccupa e non poco il PD che rischia di perdere consensi elettorali in suoi ampi settori di riferimento. Infatti la Flc Cgil è fortemente contraria all’approvazione del testo di legge Aprea così come lo è (e chiede che la discussione di questo disegno di legge sia arricchito dal confronto con chi tutti i giorni qualifica la scuola con il proprio lavoro e in particolare con l’espressione degli OO.CC.) chi ritiene che l’approvazione di un provvedimento di così grande portata per la scuola, non possa avvenire a scuole chiuse e mentre la gran parte del personale è in ferie.

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