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Aggiornato il 25.02.2026
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Schettini: sono stato frainteso, gli studenti mi applaudono, da scuola e Ministero mai una lamentela, sempre assente giustificato

Pretendere dagli studenti visualizzazioni dei video in cambio di voti più alti? Mai fatto, c’è stato solo un fraintendimento. Sono giorni difficili quelli che sta vivendo il docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico Vincenzo Schettini, produttore delle lezioni online ‘La Fisica che ci piace’:  le sue dichiarazioni pronunciate nel corso della puntata di giovedì 22 gennaio del podcast The Bsmt di Gianluca Gazzoli (“L’insegnamento cambierà molto”, perchè “la scuola si fruirà anche online, fuori dalle quattro mura, molti insegnanti andranno in part-time e proporranno contenuti online, anche a pagamento”) sono entrate nel mirino di diversi critici. E nelle ultime ore sarebbe arrivata anche la testimonianza, anonima, di un suo ex allievo che lo farebbe passare per un docente fortemente concentrato sui propri video, al punto da fare pressioni sugli studenti perché li seguissero.

“Sono stato frainteso – dice Schettini all’agenzia Ansa -, credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevo’ i miei studenti a seguire le mie live: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico”.

Il docente, che è anche violinista, tiene a ricordare che nel ‘barbiere di Siviglia’ Rossini dice che ‘la calunnia è un venticello’, in rete è un uragano. Se questa è la rete, ho molta paura per i nostri figli”, si sfoga.

Quindi, spiega: “Se io avessi veramente costretto i miei studenti, specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto solo attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi”.

“La mia didattica – continua Schettini – era ed è sotto gli occhi di tutti da anni, mai nessuno ha detto niente, parlo delle istituzioni, della scuola, del Ministero”.

Anche in questi giorni di “bufera”, sembra che né dal proprio istituto, né dall’Ufficio scolastico sia stato avviato alcun procedimento disciplinare.

“Era il 2016 – ricorda Schettini – e scelsi la rete perché avevo capito che quella era la piazza dei ragazzi, loro erano lì”.

Le critiche, anche feroci, lo hanno “turbato”, tanto che “domenica sera ho deciso di istinto di cancellare tutti i video di alcune lezioni registrate in classe. Video utili per chi era assente, per chi voleva rivedere la lezione ma anche per chi senza essere studente mio avrebbe potuto utilizzare per studiare meglio un concetto poco compreso in classe. Video sui quali le autorità scolastiche non mi hanno mai detto nulla, ma che sono spesso stati attaccati in questi anni da chi proprio non mi sopporta”.

I 104 video, però, assicura sono stati “tutti salvati: un po’ alla volta – dice il docente – li ripubblicherò: sono stati gli anni migliori, quei ragazzi ricorderanno quelle lezioni per sempre”.

Sulle tante assenze da scuola, spiega che “sono documentate: ho usufruito dei permessi consentiti e previsti dal contratto nazionale“.

Quindi, Schettini annuncia anche che non intende più sopportare al centro di critiche che reputa del tutto gratuite e false: si è rivolto a dei legali e con loro sta anche valutando eventuali azioni giudiziarie da adottare verso chi ha pubblicato informazioni nei suoi confronti non rispondenti al vero.

Qualche giorno fa, Schettini aveva tenuto a dire: “Resto a Monopoli e insegno ancora due giorni a settimana, il lunedì e il martedì. Questo mi permette di conoscere la scuola dall’interno, con i suoi pregi e i suoi difetti. Voglio dimostrare ai giovani che oggi, nell’era della rete, si può lavorare da casa e connettersi con tutto il mondo senza dover necessariamente prendere la ‘valigia di cartone’ e andare via, come fece mia madre negli anni Sessanta per andare a insegnare a Como”.

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