Home Didattica La progettazione didattica è burocrazia? Il processo di insegnamento come mappa

La progettazione didattica è burocrazia? Il processo di insegnamento come mappa

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Una progettazione didattico-educativa ben fatta aiuterebbe molto studenti e docenti nel loro lavoro di apprendimento e insegnamento. Eviterebbe ai docenti di navigare quasi costantemente “a vista”, di perdere la focalizzazione sugli obiettivi da raggiungere, di operare prevalentemente “in solitario” e senza un approccio di squadra alle varie situazioni di apprendimento degli alunni. VAI AL CORSO

Il punto, però, è che la progettazione non raramente viene concepita e vissuta come una sorta di adempimento formale da ottemperare, un sostanziale corpo estraneo al vero processo dell’insegnamento. Questa distorta visione di fondo, che relega la progettazione a poco più che a mera e asfittica “burocrazia”, non è tuttavia immotivata: ha le sue radici nel fatto che, almeno in Italia, non si è mai sviluppata una vera e propria cultura della progettazione scolastica, come è dimostrato dal fatto che quanto viene prodotto dai docenti in tal senso (dal solo coordinatore di classe, molto spesso) non è quasi mai oggetto di confronto e di dialogo fra i docenti stessi della classe e fra loro ed i dirigenti scolastici e in tanti casi non costituisce neanche un banale “promemoria” per la vera e propria azione didattica. Qualcosa di scritto e di, sostanzialmente, dimenticato.

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Progettazione come mappa

Il processo della progettazione, anziché costituire una mappa preventiva su come orientarsi nella complessità dell’universo educativo e formativo, rimane così sulla carta e diventa, esso stesso, carta, fra le tante. Non è un caso che, quando si parla di progettazione, si intende quasi sempre il prodotto finale, il progetto (la carta, appunto), piuttosto che il processo complessivo di analisi, valutazione, previsione, ideazione, selezione, costruzione, dialogo e decisione che ha generato o avrebbe dovuto generare quel progetto.

La progettazione acquisterebbe più senso, probabilmente, se venisse concepita come si fa in tanti altri ambiti lavorativi e professionali, cioè come processo che ha la finalità di mappare un universo problematico, per affrontare al meglio, con una visione intelligentemente preventiva, problemi complessi, che non possono essere gestiti sempre o prevalentemente secondo i flussi caotici dell’input o dell’idea del momento e di una empiria a corto respiro.

Nel caso della scuola, l’universo problematico su cui ricade la progettazione è di enorme portata: è quello dello sviluppo del potenziale di apprendimento e di crescita umana e culturale degli alunni. In tanti casi, tale universo problematico consiste nel vero e proprio “salvare delle vite”:
salvarle dal disagio, dall’emarginazione, dalla disoccupazione, dall’impreparazione culturale rispetto alle molteplici sfide che la vita pone e porrà costantemente.

Il corso

Su questi argomenti il corso Progettiamo insieme una didattica innovativa ed efficace, in programma dal 22 settembre, a cura di Anna Maria Di Falco e Giovanni Morello.

La TS ha predisposto un corso per rispondere nel modo più pragmatico possibile a questa esigenza della nostra scuola, offrendo ai docenti esemplificazioni commentate e azioni di tutoring per una moderna ed efficace progettazione finalizzata ad una formazione integrale degli studenti.

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