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La protesta dei dirigenti scolastici

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Tutte le Organizzazioni Sindacali rappresentative dell’Area V, Flc Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal, e ANP Cida, si sono riunite il 20 ottobre 2014 e hanno emanato un comunicato unitario dove informano come, dal decreto Tremonti in poi (2010), anche con i successivi decreti di riduzione della spesa pubblica, sono state introdotte pesanti decurtazioni dei fondi contrattuali che hanno riguardato tutti i comparti pubblici; il mancato rinnovo dei contratti nazionali ha bloccato le retribuzioni dal 2009 e colpito duramente di lavoratori.

I dirigenti  scolastici, a causa di in una notevole riduzione delle scuole autonome (25%), sono stati ridotti nel numero ed hanno visto un aggravio di lavoro oltre che delle responsabilità per l’estensione alle scuole dei processi di innovazione dell’Amministrazione Pubblica. La scelta del Miur produce una riduzione dei fondi regionali per la loro retribuzione di posizione e di risultato e determina una ulteriore e ingiusta penalizzazione.

Il Miur ha purtroppo mostrato, a detta delle forze sindacali, un’inaccettabile intransigenza e la totale chiusura a considerare le argomentazioni documentate delle OO.SS rappresentative e la totale sudditanza al diktat del Mef, fondato su una errata lettura della norma (art. 9 comma 2- bis del D.L 78/2010), lettura che lo stesso MIUR aveva sempre respinto. Con l’interpretazione adottata, il Miur e il Mef stravolgono il senso della norma che prevedeva il blocco delle retribuzioni maturate al 31/12/2010 e non certamente la loro progressiva decurtazione.

Si determinerà infatti un obiettivo impoverimento di una categoria – la più mal pagata fra la dirigenza pubblica – sulla quale l’amministrazione continua incessantemente a scaricare adempimenti burocratici e responsabilità che hanno rilevanti implicazioni dal punto di vista civile, amministrativo, penale, dirigenziale e disciplinare.

La determinazione del Miur riduce il Fondo nazionale, rispetto al 2010/11, di 19 milioni di euro per l’anno 2012/13 e di 25 milioni di euro per il 2013/14, con una decurtazione media nel biennio di 5.700 euro per ogni dirigente. Considerata la retribuzione media annua lorda dei dirigenti, pari a 55.000 euro, si tratta di una riduzione del 5%.

La dirigenza scolastica, a seguito dei processi di razionalizzazione, ha subito negli ultimi 4 anni una riduzione di organico di circa un quinto pur mantenendo gli stessi livelli di qualità del servizio pubblico di istruzione e formazione contribuendo così con 150 milioni di euro l’anno alla riduzione della spesa pubblica. La decurtazione del fondo, operata a danno dei dirigenti scolastici, produce ora un’ulteriore diminuzione di 50 milioni di euro.

Le Organizzazioni sindacali Flc Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals Confsal e ANP Cida, rappresentative dell’area V, in coerenza e continuità con le azioni già realizzate (presidi, scioperi, interventi sul Governo e sul Parlamento) indicono lo stato di agitazione della categoria che si svilupperà attraverso le seguenti iniziative di natura sindacale, politica e giurisdizionale:

1) Impugnazione degli atti di determinazione del Fondo Nazionale lesivi dei diritti retributivi dei dirigenti scolastici;
2) Avvio di una interlocuzione con le forze politiche e parlamentari per l’assunzione di iniziative finalizzate alla interpretazione corretta delle disposizioni sul blocco delle retribuzioni e alla restituzione del risorse contrattuali della dirigenza scolastica;
3) Mobilitazione della categoria a sostegno del rinnovo del contratto di lavoro e a difesa della retribuzione;
4) Svolgimento di Assemblee unitarie dei dirigenti scolastici in tutte le regioni con presidi davanti agli USR per l’individuazione condivisa di ulteriori forme di lotta. Insomma adesso è il momento delle proteste dei dirigenti.

A ben pensarci il settore istruzione non si smentisce mai ed è davvero il regno dei poveri, se quella di una scuola, è risaputo, è la dirigenza più ostica e malpagata di tutto il pubblico impiego. Almeno sic dicitur…