Home Attualità La scuola come acceleratore di innovazione tecnologica e d’inclusione: l’esperimento dell’Umbria

La scuola come acceleratore di innovazione tecnologica e d’inclusione: l’esperimento dell’Umbria

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La scuola come acceleratore di innovazione, a supporto della diffusione della cultura e del know how indispensabile per affrontare la trasformazione digitale nel Paese.

È questo il concetto di fondo con cui è nato il progetto tra la rete degli Animatori digitali in Umbria e i membri del team innovazione delle scuole, che ha l’obiettivo di costruire un modello di innovazione che coinvolge tutte le scuole del territorio, sfruttando al massimo gli effetti e i benefici delle varie azioni disponibili del PNSD, dei l PON della Scuola e dei POR regionali.

Si tratta di un network cresciuto nel tempo, che ha visto tra le altre cose lo sviluppo di focus group territoriali che hanno coinvolto una ottantina di dirigenti scolastici e oltre quattrocento animatori digitali.

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In quanto “rete” gli esperti hanno ravvisato da subito la necessità di avere una piattaforma IT in grado di dare accesso a tutti gli attori in gioco, aperta a tutti come un Blog in grado di raccogliere tutte le varie esperienze. Ma anche un sistema capace di mettere a disposizione forum su tematiche di interesse comune e un repository di contenuti e buone pratiche, categorizzate per temi, in cui ciascun partecipante può condividere le proprie esperienze opportunamente documentate, oppure riusare e valutare quelle degli altri.

La sperimentazione dell’Umbria

Al momento i membri che fanno parte della “rete” sono circa 500, con rappresentanti dei diversi gradi di scuola che vanno dall’infanzia fino alla secondaria di secondo grado.

Come spiega Antonio Bartolini , Assessore Agenda Digitale della Regione Umbra “stiamo molto spingendo sul concetto di openness, sostenendo la condivisione di buone pratiche sia di tipo tecnologico e infrastrutturale che d’innovazione didattica. Modelli da sperimentare da parte dei membri della comunità, modificare e migliorare per poi pubblicare di nuovo in piattaforma in versione aggiornata”.

Il tutto nella piena collaborazione tra le scuole che hanno la possibilità di scambiare idee e opinioni, in una sorta di “mercatino delle buone pratiche” in grado di diffondere ed accelerare l’azione innovativa della scuola e di tutto il territorio.

Per diffondere le “buone maniere” sono stati pubblicati e resi noti alcuni modelli di insegnamento presi come riferimento con 15 laboratori che ha visto il coinvolgimento di oltre 200 insegnanti.

I lati positivi

Esperienze utili che hanno prodotto un cambiamento del modo di fare lezione in classe, un maggior coinvolgimento degli alunni durante le lezioni e una maggiore inclusività grazie alla maggior facilità di apprendimento per i portatori di handicap. Risultati che confermano anche  come la tecnologia possa essere di supporto sui processi di inclusione.

Alcuni nuovi progetti in cantiere prevedono co-progettazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro incentrati sul digitale, che vede il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Regionale, di Enti locali, di associazioni di volontariato, di aziende private del territori e di associazioni di categoria umbre con l’obiettivo di spingere la realizzazione di nuove app e nuovi servizi, in grado di sfruttare le piattaforme tecnologiche messe a disposizione dalla Regione Umbria, quali ad esempio l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione mediante lo SPID, i pagamenti elettronici e l’open data.

Il progetto ha il pregio quindi di interconnettere tra loro scuole, enti pubblici e privati, cittadini studenti e imprese in un unico ecosistema in grado di parlare e sfruttare al meglio l’innovazione tecnologica.