Da insegnante, guardo alle notizie di oggi con profonda preoccupazione e amarezza. Mentre le nostre scuole cadono a pezzi, con edifici che necessitano di interventi urgenti e una cronica carenza di fondi per la didattica, le priorità della politica sembrano del tutto distanti dalla realtà.
Il nuovo provvedimento annunciato dal Governo prevede il divieto dell’hijab nelle classi e un tetto massimo per gli studenti stranieri. Si sceglie la strada dell’esclusione anziché quella dell’investimento.
La scuola pubblica ha bisogno di risorse, edilizia sicura, continuità didattica e supporto all’integrazione, non di barriere ideologiche che rischiano solo di colpire il diritto allo studio e la libertà religiosa garantiti dalla nostra Costituzione.
Limitare la presenza degli alunni stranieri e imporre divieti sull’abbigliamento non risolverà i problemi strutturali dei nostri istituti, rischia solo di creare divisioni dove dovrebbe esserci inclusione. Investiamo sul futuro dei ragazzi, non sulla propaganda. La scuola deve unire, non escludere.
Cinzia Bifarini
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