Esce per Marcianum press, di Gustavo Micheletti, “La scuola in sospeso. Considerazioni, fantasie e ricordi sulla scuola”, 16, 90 €, che è una sorta di excursus sapiente e dotto sulla nostra scuola, le sue mancanze e le sue prospettive, esaminate con impianto storico e sociologico ammirevole.
Infatti, l’autore intercala tutte le sue corrette considerazioni sull’arte dell’insegnamento, citando autori importanti, pedagogisti e studiosi per dire che se nella scuola c’è molto, molto possiamo fare della scuola, iniziando dai prof e finendo con la sua organizzazione complessiva.
Una esplorazione della scuola senza edulcoranti, ma con la chiara intuizione di metterne a nudo le debolezze, a cominciare dagli esami di stato, con tutte le sue varianti, ma senza arrivare a risolvere il problema della valutazione. E poi, le esperienze personali dell’autore, docente di lungo corso, e con cui riesce a dare “un’immagine della scuola non solo come preparazione alla vita, ma come esperienza essenziale dell’esistenza stessa. Un luogo in cui si coltiva la bellezza, si conserva memoria dei momenti in cui si è formata la nostra visione del mondo e si apprende tanto l’arte di affrontare le disillusioni quanto quella di condividere ideali e passioni”.
E dunque, suggerisce Micheletti, parlare di scuola è parlare di quell’arte di apprendere che è alla base della crescita di un individuo e del suo diritto di cittadinanza, cosicchè il testo risulta pure una interpretazione leale dei temi cruciali del nostro tempo, come il futuro della nostra civiltà, con tutti i suoi risvolti.
Ma non solo, “La scuola in sospeso” raccoglie sia la lunga esperienza dell’autore sia quella dei suoi anni di formazione, in un confronto che fa bene ai giovani lettori come pure ai docenti che volessero entrare in contatto con questa pubblicazione, che si rivela una sorta di manuale di educazione, un saggio sulla “scholè”, come è acutamente descritto nella prefazione.