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La Società italiana di Pediatria scrive a Mario Draghi

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La Società italiana di Pediatria, che conta una lunga tradizione – esiste infatti da oltre 120 anni – e rappresenta oltre 11.000 medici, ha scritto in questi giorni al premier Mario Draghi, lanciando una significativa serie di allarmi.

Denatalità, bambini fragili, scuola

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Tra le prime preoccupazioni c’è la denatalità: anche quest’anno i dati ISTAT mostrano infatti che il numero delle nascite in Italia è in drammatica riduzione (420.084 nel 2019) e le previsioni per il 2020 sembrano ancora più al ribasso. I dati, confermati anche in altri Paesi, hanno fatto scattare misure di contrasto in Francia, Germania, Paesi Scandinavi, i quali sono riusciti in tempi ragionevolmente brevi a invertire l’andamento negativo, grazie a misure di concreto e reale sostegno alla genitorialità, con aiuti economici alle famiglie e adeguate strutture dedicate all’infanzia. Per questo, come si legge nel documento firmato dal presidente della S.I.P. Alberto Villani, è indispensabile agire con immediatezza con un piano appropriato.

Inoltre, l’attenzione dei pediatri italiani è massima su coloro che sono stati definiti soggetti fragili e tra questi circa 1.000.000 sono ragazzi e bambini, che hanno speciali necessità assistenziali. Sono loro soprattutto, dice ancora Villani, che a causa della pandemia hanno pagato un enorme prezzo in questo anno in cui non hanno potuto giovarsi neanche della già carente rete assistenziale. I pediatri lanciano un monito e fanno un invito: urgono iniziative concrete in favore di formazione e ricerca specificamente destinate alla Pediatria. L’epigenetica ha evidenziato l’importanza, per la salute di ogni individuo, dei primi 1.000 giorni di vita: investire in prevenzione e precocemente significa risparmiare in assistenza e favorire la sostenibilità del nostro SSN.

Anche la scuola è al centro delle preoccupazioni dei pediatri, secondo quanto scrivono nella lettera inviata a Mario Draghi, ribadendo quanto sia importante investire in sicurezza e quanto importante possa essere un rafforzamento dell’insegnamento dell’educazione civica, con l’introduzione dell’educazione sanitaria come nuova materia di insegnamento, dalla scuola materna fino al termine dell’istruzione secondaria.

Anoressia nervosa e adolescenti

La Società italiana di Pediatria lancia in questi giorni anche un’altra notizia, sembra infatti che siano sempre più frequenti i disturbi di anoressia nervosa, in particolare  tra i giovanissimi. Il dato fa ancora più riflettere perché secondo le prime ipotesi, legate anche ad altri fenomeni che riguardano gli adolescenti e i bambini, uno dei facilitatori sembrerebbe essere il lockdown. Le restrizioni imposte dalla pandemia, che li hanno costretti in casa, si connettono all’aumento di ricoveri. La S.I.P. ha pertanto deciso di voler approfondire e valutare il fenomeno di concerto con le Regioni, per valutare la reale incidenza della problematica con una ricerca sul campo.