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La trasparenza prevale sulla privacy

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Il genitore, membro del Consiglio d’istituto, con delega alla firma dei mandati e delle reversali, ha diritto ad avere copia dei documenti recanti i nomi e i compensi relativi alle attività aggiuntive prestate dai docenti. E’ quanto ha disposto il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna con una sentenza depositata in cancelleria il 7 novembre 2001.

La questione era nata a seguito di una domanda di accesso agli atti amministrativi presentata dal genitore, che era stata rigettata da un dirigente scolastico adducendo come motivo la necessità di tutelare la riservatezza dei docenti interessati.

Di qui la presentazione del ricorso da parte del genitore, che veniva accolto dai giudici amministrativi, che condannavano anche l’Amministrazione al pagamento delle spese legali fissate in L. 15 milioni.

Si tratta di un’importante pronuncia che interviene a mutare l’orientamento diffuso tramite il quale non sarebbe possibile conoscere gli importi e i nominativi dei docenti in ordine ai vari progetti finanziati con il fondo d’istituto. Il testo integrale della sentenza è disponibile sul sito web
www.italiapuntodoc.it cliccabile in "Ulteriori approfondimenti".

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