‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil: a margine dell’incontro tenuto all’Università di Roma Tre, in occasione dei 20 anni dalla nascita della Flc-Cgil, Landini ha parlato delle difficoltà nel fare sindacato oggi, ma anche della minaccia dell’intelligenza artificiale che va governata con estrema attenzione, a partire da chi la “manovra” dall’alto.
Landini, perché occorre sorvegliare le nuove tecnologie?
La tecnologia non è neutra. Ma non è che bisogna avere paura dell’intelligenza artificiale. Il problema è chi la governa, chi la gestisce, chi la progetta, chi la utilizza. E siccome in realtà i dati che fanno funzionare l’intelligenza artificiale sono gli uomini che la danno, che la inseriscono, è sempre il lavoro dell’uomo che in un qualche modo determina anche l’uso di queste tecnologie. Quindi, da un certo punto di vista il tema che noi dobbiamo porre è che al centro deve esserci l’uomo, non la macchina, non la tecnologia.
In termini pratici, cosa occorre fare?
Soprattutto, per evitare distorsioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, bisogna acquisire il diritto a contrattare e a progettare nuovi modelli organizzativi, compreso l’uso della tecnologia, del digitale e dell’intelligenza artificiale: per realizzare delle cose che siano utili alle persone e al mondo, non certo per fare armi, non per fare disastri, ma per utilizzarla in questa direzione.
Lei ha parlato di importanza, di mettere al centro le persone e il lavoro. Cosa significa?
Significa conquistare il diritto alla formazione permanente. Vuol dire che le persone, tutte, devono essere messe nella condizione di conoscere, di essere formate, di studiare, di aggiornarsi per tutta la vita, quindi di combattere le diseguaglianze per innalzare i livelli di conoscenza e di competenza delle persone. Il secondo punto è che al centro non devono esserci mai il profitto, il mercato e la competizione. Al centro ci dev’essere la persona, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale della vita nelle città e nel mondo in senso generale.