Diciassette anni dopo il terremoto che il 6 aprile 2009 distrusse l’Aquila, migliaia di studenti sarebbero ancora costretti a studiare nei Musp, Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio. È la denuncia dei comitati “Scuole Sicure” e “Oltre il Musp”, che nelle scorse ore hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per riaccendere i riflettori sulla vicenda, e su una ricostruzione che procederebbe a rilento.
A dare la notizia è l’Ansa, secondo cui “al centro della denuncia c’è il dato dei bambini e i ragazzi che frequentano ancora le strutture provvisorie, indicati in 3.500 secondo i dati aggiornati, distribuiti in 17 Musp ancora attivi sul territorio comunale. I comitati chiedono al capo dello Stato di incontrare una delegazione oppure di rivolgere un messaggio pubblico che solleciti le istituzioni coinvolte“.
Nella nota, prosegue l’agenzia, “si sottolinea che in diciassette anni sono state realizzate ex novo solo tre scuole, mentre resta il timore che nel 2029, a vent’anni dal terremoto, ci siano ancora alunni che non abbiano mai frequentato una sede scolastica definitiva. I comitati richiamano inoltre il dossier comunale aggiornato a settembre 2025, che indica entro l’estate 2026 la fine lavori contrattuale di almeno cinque cantieri, ai quali si aggiunge la scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco prevista per settembre.
Tra i nodi aperti, conclude Ansa, “vengono indicati anche la mancata pubblicazione dei dati sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici comunali e la mancata convocazione, finora, del tavolo tecnico annunciato dalla Struttura di missione Sisma 2009 entro aprile 2026″. Da qui la richiesta dei comitati “Scuole Sicure” e “Oltre il Musp” di inaugurare le scuole promesse “entro settembre 2026”, perché a diciassette anni dal sisma “non vogliamo retorica. Vogliamo risposte”.