Dispersione e abbandono scolastico sono due mali endemici contro i quali docenti e dirigenti si battono da sempre.
Secondo gli ultimi dati Svimez, diffusi da IlSole24Ore, sono particolarmente diffusi al Sud (17,4%) e nelle Isole (20,6%), mentre nel Centro-Nord si attestano al di sotto del dato nazionale (14,6% per il Centro e 15,6% per Nord-Est e Nord-Ovest). Nel prossimo decennio, il degiovanimento procederà soprattutto al Sud, interessando anche le regioni del Centro. Al 2035, si stima che la popolazione italiana di 5-14 anni dovrebbe diminuire del 22%, passando dagli attuali 5,2 a poco più di 4 milioni. La riduzione di studenti è stimata al -21,3% nel Mezzogiorno, addirittura al -26% nelle regioni del Centro e al -18% nelle regioni settentrionali.
Ogni scuola, dicevamo, lotta come può per fare in modo che i suoi alunni rimangano in classe a completare il ciclo di studi: a Napoli, ad esempio, l’Istituto Comprensivo Forio 1 ha organizzato – per contrastare la dispersione scolastica – un corso di arte orafa e gemme tenuto da un maestro orafo, primo di una serie di momenti dedicati all’orientamento al lavoro, come l’arte della ceramica e l’arte del teatro.
Come riportato dalla redazione napoletana del quotidiano La Repubblica, la dirigente dell’Istituto e il gruppo di lavoro che la supporta, stanno dedicando questa estate, come l’anno precedente, alla organizzazione e realizzazione di campus estivi finanziati con il programma piano scuola estate 2025 per favorire le famiglie che a Forio, zona altamente turistica, lavorano.
L’idea di introdurre l’arte orafa a scuola non è nuova, soprattutto nei percorsi di PCTO, ma oggi molte scuole in Italia la scelgono come attività motivante per i loro alunni, ai quali, in questo modo, viene anche offerta un’idea di futuro professionale in un campo che negli ultimi anni sta subendo una crisi di vocazioni.
In provincia di Arezzo, all’Istituto comprensivo Alto Casentino i bambini hanno potuto sviluppare un percorso sull’arte orafa grazie a un partenariato tra la scuola e un’azienda locale. L’obiettivo del percorso è stato quello di fare orientamento, riabilitare la manualità, far toccare la bellezza del creare. Attraverso questo progetto, si intende far capire ai bambini che il loro personale valore si può realizzare anche attraverso la capacità che le loro mani hanno di apprendere e creare bellezza. I ragazzi, dando libero sfogo alla loro immaginazione, hanno disegnato i loro gioielli, prediligendo animali da compagnia, pesci e cuori con le ali.
A Canicattì, in provincia di Agrigento, ai ragazzi dell’Istituto comprensivo “Rapisardi” è stata offerta l’opportunità di partecipare a un progetto di didattica museale, volto alla riscoperta delle antiche botteghe di orafi e argentieri. Ciò ha permesso ai giovani di immergersi nella storia dell’arte decorativa e delle preziose tecniche – come l’arte dello sbalzo – che nel passato, come nel presente, hanno dato vita a grandi capolavori. L’esperienza ha offerto ai ragazzi una prospettiva unica sul patrimonio culturale e artistico locale, stimolando al contempo la consapevolezza dell’importanza della conservazione e trasmissione di queste preziose tradizioni.