Home Personale Le regole per aggiornare il Piano triennale anticorruzione. Uffici scolastici ancora indietro

Le regole per aggiornare il Piano triennale anticorruzione. Uffici scolastici ancora indietro

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L’osservatorio sulla corruzione nelle amministrazioni, organismo indipendente che vigila sulla correttezza della pubblica amministrazione, ha realizzato un monitoraggio sugli adempimenti di inizio 2018 in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza.

Tra il 1° e il 4 febbraio 2018 sono stati visitati i siti internet di 462 pubbliche amministrazioni appartenenti ai vari comparti. Per la scuola sono stati consultati i siti degli uffici regionali.

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Per ogni sito è stato verificato se fossero stati pubblicati la Relazione del responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza; il Piano triennale anticorruzione 2018-2020; il Registro degli accessi civici ricevuti nel 2017.

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La Relazione del responsabile prevenzione corruzione e trasparenza per il 2017 è disponibile per 15 su 20 siti degli uffici regionali (il 75%). Per quanto riguarda gli altri dati, invece, gli uffici scolastici sono gravemente insufficienti. Il piano nazionale anticorruzione è stato approvato nel tempo stabilito (il 31 gennaio) solo da 5 uffici scolastici regionali su 20.

In assenza di obbligo normativo solo il 20% degli enti rende possibile la consultazione del Registro degli accessi.

Le regole per aggiornare il Piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza

Il Miur, così come segnala Il Sole 24 Ore in un approfondimento, ha individuato ciascun direttore generale degli Uffici scolastici regionali come responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di ogni scuola della regione. I direttori generali sono anche diventati responsabili della predisposizione del corrispondente Piano triennale.

Le scuole sono state invitate a comunicare il nominativo del Responsabile dell’anagrafe per la stazione appaltante, individuando nel Direttore generale di ogni ufficio scolastico regionale, in qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, il soggetto a cui demandare l’obbligo di sollecito e di verifica dell’avvenuta nomina.

Ogni dirigente scolastico ha il ruolo di referente per la trasparenza all’interno della sua istituzione scolastica, ma alcuni uffici scolastici regionali permettono di individuarlo tra il personale scolastico. Stesso vale per la nomina del “responsabile della pubblicazione dati”,

Inoltre, per ogni dipendente pubblico, è possibile segnalare condotte illecite garantendone l’anonimato (il cosiddetto whistleblower).

Ogni istituzione scolastica deve inserire nella sezione “amministrazione trasparente” del proprio sito istituzionale un link con un rinvio al Ptpct pubblicato dall’Usr di riferimento.

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