Home I lettori ci scrivono Le scuole paritarie alla ricerca urgente di un nemico

Le scuole paritarie alla ricerca urgente di un nemico

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Urge un nemico: “chi lotta contro le scuole paritarie vuole uno stato antidemocratico e anticostituzionale” così scrive e accusa Maria Grazia Colombo nell’articolo “Scuola. 2018, amici e nemici di pluralismo e parità” (il sussidiario.net, 2/1/2018). Chi segue le vicende scolastiche sa bene che nessuno è “nemico” delle scuole private paritarie, né che è in atto una qualche “lotta” contro di esse.

Risulta invece in corso da anni una rivendicazione della parità completa o economica da parte delle stesse paritarie (più dei gestori, del clero, dei vescovi, ma non del papa attuale, che non delle famiglie); rivendicazione accentuatasi di intensità negli ultimi 3 o 4 anni e che ha concretizzato il suo obbiettivo nel c.d. “costo standard” (o quota capitaria, o voucher, o dote scuola, o cachet). Il costo standard, che dovrebbe aggirare (o beffare) l’art. 33, Cost. mediante una triangolazione Stato-famiglie-scuole, risulta di improbabile realizzazione per la sua incostituzionalità. Forse perciò chi riporta le semplici osservazioni appena dette viene strumentalmente indicato come nemico e diventa lui stesso bersaglio del paradossale boomerang dell’anticostituzionalità!

In proposito bisogna notare che finora nessuno del gruppo di pressione pro-paritarie ha saputo replicare alle “Tre obiezioni di metodo al costo standard” formulate da Andrea Gavosto (FGA) già quattro anni fa (8 aprile 2014).

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Lo stesso Gavosto l’anno dopo criticando il ddl 2994 osservava «Sinceramente, ho molti dubbi che la “detrazione fiscale” a vantaggio delle famiglie che scelgono le scuole paritarie possa passare l’ostacolo del “senza oneri per lo Stato”, previsto dalla Costituzione. Forse è davvero arrivato il momento di discutere se, e a quali condizioni, vogliamo finanziare le scuole paritarie e, nel caso, riformare la Costituzione: ad esempio, concedendo una detrazione sull’istruzione a tutte le famiglie, che poi decidono come utilizzarla. Mi pare più serio che ricorrere a escamotage come i buoni scuola o il rimborso dei costi standard».

Per completare le valutazioni del Direttore della Fondazione Agnelli citiamo quanto da lui titolato riguardo la legge 107 (buona scuola) su Il Mattino del 2/11/2017: “fallimento previsto” e poi su La Stampa del 27/12/2017: “flop della Buona Scuola”.

Invece il gruppo di pressione pro-paritarie fu subito entusiasta del ddl 2994 e ancora ora recrimina alla legge n. 107 solo la mancata equiparazione economica per le loro scuole; in altre parole vorrebbero finanziamenti statali come le scuole pubbliche nonostante il disposto costituzionale e indicano sbrigativamente come nemico chi non li asseconda.

Vincenzo Pascuzzi