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Legge di stabilità, altri 220 milioni di euro alle paritarie. Insorgono gli studenti

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Non potevano mancare, come tutti gli anni, le polemiche per lo stanziamento di fondi statali per le scuole paritarie. Stavolta, però, la polemica diventa ancora più vasta perché i 220 milioni di euro previsti dalla legge di stabilità si vanno a sommare agli ai 260 già accordati. Per una cifra complessiva che sfiora il mezzo miliardo di euro. Una quota che, in tempi di ristrettezze per la scuola, non poteva passare inosservata.
A farsi sentire per primi stavolta sono gli studenti: secondo Roberto Campanelli, coordinatore nazionale Uds si tratterebbe dell’”ennesimo atto di cecità politica e asservimento agli interessi privati, mentre le scuole pubbliche vivono carenze economiche gravissime. Abbiamo già denunciato con centomila studenti in piazza l’11 ottobre che sono questi i veri sprechi della scuola, e queste risorse andrebbero reindirizzate sull’istruzione pubblica. Sembrava si stesse cambiando direzione e invece i fondi alle paritarie, quindi nella stragrande maggioranza alle scuole private, vengono confermati. Saremo in piazza in tutt’Italia – prosegue Campanelli – il 15 novembre per ribadire questo, e per denunciare una legge di stabilità che prosegue nella direzione dell’austerity e dell’assenza di risposte alla crisi”.
Il rappresentante dell’Unione degli studenti ricorda, rivendicandola, “la modifica della legge 62/2000 con la separazione tra scuole private e scuole pubbliche non statali, in modo tale che si possano azzerare i finanziamenti alle private senza danneggiare le scuole pubbliche non statali che rientrano ad oggi tra le paritarie”. Un tema, quest’ultimo, che non potrà non tornare alla ribalta nei prossimi giorni d’autunno. Come tutti gli anni…