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Legge speciale per salvaguardare la lingua sarda

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L’iniziativa di Milia fa seguito al crescente interesse sul tema rilevato negli ultimi anni e, in particolare, dal confronto serrato con gli operatori linguistici nelle varie conferenze svolte negli ultimi anni a Fonni, Alghero e, ultima e recentissima, ad Aggius.
La realizzazione del Piano Triennale della Lingua Sarda 2011-2013, che prosegue speditamente, ha messo in rilievo però, nonostante la questione della lingua regionale sia importante per la sopravvivenza dell’autonomia speciale, investimenti in bilancio realmente insufficienti.
Il Consiglio Regionale, lo scorso anno, aveva approvato due distinti ordini del giorno per sensibilizzare la Giunta Regionale a dotarsi di risorse finanziarie rilevanti che, in media, negli ultimi anni, si sono aggirate su cifre intorno al milione di euro.
“Vi trasmetto la proposta di inserimento in finanziaria di una serie di norme a sostegno del Piano Triennale della Lingua Sarda – ha scritto Milia a Cappellacci e La Spisa – in riferimento anche alla volontà espressa dal Consiglio Regionale, il 3 agosto e il 19 dicembre dello scorso anno, e ai documenti consiliari approvati in tali occasioni”.
Le norme proposte, in un articolato di 27 commi, avrebbero validità anche al di là della stretta durata del Piano. Sosterrebbero le iniziative di promozione, divulgazione, traduzione e formazione linguistica anche oltre l’annualità 2013.
“ Si tratta in realtà di un importante provvedimento normativo – ha spiegato ancora l’esponente dell’esecutivo – in una forma semplice e flessibile di immediata applicabilità ed efficacia. Meglio intervenire subito con azioni concrete, come quelle già previste dal Piano Triennale e già approvate da Giunta e Consiglio, ma finanziate parzialmente, piuttosto che attendere in eterno una legge quadro dai tempi lunghi e dalle discussioni inutili e defatiganti”.
Il provvedimento tenderebbe a far passare la politica della Regione da “simbolica” a “concreta” con investimenti cospicui per l’insegnamento a scuola, la formazione degli insegnanti, l’alfabetizzazione, la promozione linguistica, la cartellonistica bilingue.
In particolare si prevede un aumento della dotazione finanziaria per i media regionali e la scuola.
“E’ un intervento atteso da tutti gli operatori professionali del settore – ha concluso Milia – che gode del favore della popolazione e della pubblica opinione come dimostrano sondaggi e ricerche sociolinguistiche. Sono certo che con proficuo sforzo e uguale volontà politica le risorse mancanti e aggiuntive, circa 7- 8 milioni di euro su un bilancio medio degli ultimi anni di circa 7 miliardi, possono essere trovate anche con l’aiuto del Consiglio Regionale”