“Cambia la Maturità, ma non cambia la nostra idea: ridurre 5 anni di percorso formativo a una prova che ci mette gli uni contro gli altri e che spesso è ridotta alla sola capacità mnemonica delle materie è inutile e dannoso”: a sostenerlo è Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi, nel giorno della pubblicazione delle seconde prove scritte e di quelle orali della maturità, oltre che del decreto sulla riforma.
Secondo la leader dell’associazione studentesca diventa “necessario ripensare al modo in cui dalla scuola veniamo proiettati verso il mondo esterno, questo esame non è di certo il modello migliore. Chiediamo quindi l’abolizione della maturità e di ogni valutazione che riduca il percorso dello studente ad un numero“.
La richiesta degli studenti, tuttavia, sa più di provocazione che di effettiva domanda a cui dare una risposta reale: gli esami di fine corso, infatti, sia per conseguire la licenza media, sia per la secondaria di secondo grado, sono previsti per legge. E per superarla servirebbe una nuova norma di legge.
Inoltre, la nostra redazione ha dimostrato, numeri alla mano, che l’Esame di maturità oggi risulta assai meno complesso e selettivo rispetto a quello di oltre 50 anni fa, decisamente più serio e rigoroso, quando fu introdotto l’attuale modello con delle materie proposte dal ministero dell’Istruzione, più docenti esterni ed interni a fare da “garanti”.
Gli studenti, intanto, ricordano che “sarà il primo anno con il nuovo modello di esame, commissioni miste con 2 docenti esterni e 2 interni ed un ulteriore presidente esterno. Si riduce quindi la prova orale a solamente 4 materie che saranno però scelte direttamente dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Sarà valutato anche il ‘curriculum dello studente’, ennesimo tentativo di non ridurre il voto alla sola prova d’esame, tentando di valutare il percorso scolastico completo, ma che anche in questo caso è fallimentare”.
Quindi, Verdecchia incalza: “Non si può ridurre il ciclo scolastico presentando solamente le attività di crediti formativi o di eccellenza, questo strumento sarà di fatti minimizzante per le poche esperienze meritevoli”.
Altra novità sarà quella della bocciatura in caso di silenzio durante la prova orale: dalla Rete degli studenti viene vista come una “manovra repressiva introdotta l’anno scorso a seguito di tanti studenti che per protestare contro il Ministero e la riduttiva prova d’esame hanno scelto di rimanere in silenzio durante il colloquio. Valditara vieta quindi qualsiasi forma di dissenso a scuola, anche durante le ultime prove d’uscita, questo è l’esempio concreto di che idea ha di scuola questo governo”, conclude Verdecchia attaccando con forza le scelte dell’Esecutivo Meloni.