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Lettera a Matteo Renzi

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  • Credion

Onorevolissimo sig. PdC Renzi,

dall’alto della Sua raffinatissima intelligenza politica rottama un partito, il Suo, il Pd, imbottito di anime belle, pallide e morte.

Icotea

Con un “sereno” twitter, brillante di specchiata onestà e di ispirazione istituzionale e cameratesca, sloggia il PdC che l’ha preceduta. Con un Parlamento riempito di nominati, e anche di qualche inquisito, storce la Costituzione, e sostituisce il Senato elettivo, (seppur zeppo di nominati, grazie a una legge elettorale anticostituzionale), con un Senato di altrettanti nominati, ma a trazione integrale, al quadrato, e senza il fastidio di dover ricorrere alle elezioni… che poi, anche, rappresentano un costo…

Con misure legislative per il lavoro che facilitano i licenziamenti, anziché le assunzioni, afferma che lo scontro in atto non è tra i “poveri” e i “ricchi”, bensì tra le nuove generazioni (poco tutelate) e la vecchia (“molto” tutelata, a Suo dire).

Nella “fantomatica Europa”, con i Suoi “vorrei ma non posso”, ammira, pubblicamente, le decisioni intraprese dalla Francia nello sforamento del rapporto debito/pil, ma si sottopone, con grande senso di responsabilità, ai diktat della commissione europea, (e di qualche Governo europeo) e ad una osservazione “perinde ac cadaver” dei disciplinari di Maastricht.

Perché, e questo già Ella lo sa, chi pagherà il conto è stato individuato, come d’altra parte accade da un ventennio. E in questo bacino di volenterosi contribuenti al servizio di volenterosi carnefici, non poteva non mancare quello della scuola pubblica statale. Infatti, il Suo Piano per la Scuola, (la buona scuola, nonostante l’accanimento degli ultimi 20 anni, già esiste e ancora resiste) altro non è che l’ennesima opera di mistificazione, con più di qualche tratto di “sprezzatura”, e di sorprendente intolleranza nei confronti della Costituzione della Repubblica (Ella, ci ha giurato sopra); infatti, è citata, nel documento del Suo Governo, una volta, e per investire la scuola di una responsabilità sospetta (“La scuola è l’unica soluzione duratura per affrontare il problema della disoccupazione.” pag 106).

Perché “mistificazione”? Presto detto. Con i twitter, e con uno stuolo di giornalisti che anziché fare il cane da guardia della pubblica opinione, lo fa nei confronti dei governanti di turno, è facile spacciare che i 3 mld di risorse da destinare alla stabilizzazione dei precari siano uno sforzo di generosità del Governo, anziché l’ennesima PARTITA DI GIRO a totale carico del personale della scuola (docente e ata) già di ruolo (se preferisce, la consueta auto emotrasfusione); è facile glissare che, in Europa, il picco degli scatti di anzianità è raggiunto al 25° anno; è facile sorvolare, ma da altezze siderali, che con lo scambio degli scatti cd.“di merito”/anzianità, il MEF ricaverà un risparmio di ca.106.000 euro ogni 100 docenti; è agevole non dire che il contratto dei futuri neo assunti avrà un vago sapore ottocentesco; è comodo “far entrare” i privati nelle scuole con agevolazioni pagate dalla fiscalità generale, cioè da tutti i contribuenti, e quindi anche da chi lavora nella scuola; (dalle mie parti si dice: “cunnuti e mazziati”); è semplice affermare che è necessario tagliare il “grasso” della Pa, e poi protrarre, ferocemente, il blocco dei contratti, e nel contempo: salvaguardare il falso in bilancio, dimenticarsi di corruttele e di corrotti e trattare, con benevola negligenza, chi froda il fisco senza difficoltà da qualche era geologica.

Ma rimane intollerabile: essere presi in giro; essere “ascoltati” ex post; rastrellare ancora fondi da un comparto della PA che ha già “alimentato” le casse dello Stato in termini di ingenti risorse graziosamente distratte dai Suoi predecessori e di personale della scuola ritenuto così “esuberante” da essere “esuberato”; leggere tra le pieghe della Sua prima legge di stabilità che saranno destinati ca. 400.mln di euro ai forestali (il cui numero di addetti in Italia è superiore a quello del Canada) e ai cd “padroncini”, quelli dei “forconi”: evidentemente sono degni di “merito”; e nel contempo leggere che si sottraggono 120 mln di euro agli esoneri e semiesoneri dei collaboratori del Ds…

Ma, un dubbio aleggia: che si sia reso conto che il posto di lavoro, di oggi e di domani, è ormai una “merce” alla mercé di grandi “attenzioni internazionali”, più grandi di Lei, e che la scuola, come demagogicamente afferma il Suo “Piano”, non è il “volano” che risolve tutto, non è una risorsa, ma una “spesa” per giunta inutile, e che quindi bisogna spalmare uno strato di cromatica e caramellosa gelatina su ogni tipo di “comunicazione”, al fine di occultare il disimpegno del Legislatore, in termini sia economici che culturali. Si potrebbe anche continuare, ma forse si abuserebbe della Sua pazienza.

Ella deve correre. Anche se dai cento, è passato ai mille giorni per cambiare la Sua Italia. Forza, siamo tutti con Lei.

Quindi, Le auguro i migliori successi, e con profondissima e devotissima stima, (ma virtuale, molto virtuale: come un tweet), cordialmente La saluto.