Home I lettori ci scrivono Lettera al premier Renzi

Lettera al premier Renzi

CONDIVIDI

Signor Presidente Renzi,

dopo il primo turno delle elezioni amministrative, ha dichiarato che era deluso dei risultati, Le faccio notare che la delusione che giustamente ha provato, è solo una pallida delusione di quella che è stata provata da tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado, dopo l’approvazione della legge 107/15. Lei con il suo entourage ministeriale della pubblica istruzione s’è tappato le orecchie, ha chiuso gli occhi ed andato avanti per la sua strada. Ha avuto un bel coraggio, ma è stato poco lungimirante sia rispetto al cammino politico della sua maggioranza sia rispetto alla scuola italiana.

Icotea

Il sindacato della scuola, non aveva bocciato la legge 107, ma chiedeva delle modifiche a dei punti molto critici e quindi con una grande movimentazione del mondo della scuola Le aveva chiesto di aprire un serio confronto e non basarsi sulle pagliacciate di quei signori che venivano nei vari Ambiti territoriali provinciali a presentare la potenziale riforma senza aprire un serio confronto con la base del mondo della scuola.

Lei, imperterrito e sicuramente malconsigliato dal sottosegretario Faraone e dai vari Direttori del ministero ha proseguito la sua marcia fino all’approvazione della legge 107. Di tale approvazione ha avuto anche il coraggio di esultare, senza riconoscere che la legge 107 presentava diversi punti da rivisitare e modificare.

Il mondo della scuola, ormai da anni non aderisce agli scioperi proclamati dai vari sindacati, in quanto il suo governo e quelli precedenti, prima di andare a governare, promettete di intervenire a favore del mondo della scuola e degli operatori scolastici, ma, poi, quanto siete al governo, non fate altro che colpire con la mannaia un mondo ormai con il morale sotto i tacchi e con tanta voglia di non impegnarsi nella costruzione di una società futura con uno spessore di cultura più elevato.

I governi precedenti e il suo governo, a seguire, ha reso gli operatori scolastici più poveri rispetto ad una quindicina di anni fa, solo per un mero calcolo di bilancio statale, fregandosene altamente del lavoro che il corpo docente si trova ad affrontare ogni santa mattina, quando entra nelle classi.

Visto che il sindacato non riesce ad ottenere ciò che chiede, in quando il governo fa orecchie da mercante, allora giustamente IL DOCENTE si chiede: “perché devo regalare 70/80 euro allo Stato, tanto il governo non ci ascolta, ….e quelle 70/80 euro ci fanno comodo in considerazione del misero stipendio, a cui oggi siamo costretti”.

Il governo Berlusconi, si ricordi la Gelmini, hanno distrutto con un piccone la scuola italiana, riducendo il numero delle ore delle materie caratterizzanti i vari corsi di studio. Questi signori hanno diminuito il numero delle ore, rimanendo con lo stesso quantitativo di programmi da svolgere nelle varie materie. Le case editrici, nello stampare i libri, sono state costrette a ridimensionare i vari argomenti, oggetto del programma, in modo tale da consentire ai docenti di poter portare a termine il programma ministeriale. Se oggi prendiamo un libro di qualsiasi materia e lo confrontiamo con un libro di 10 anni fa, si può rilevare come i vari argomenti vengono presentati in modo molto più sintetico rispetto al passato, di conseguenza le competenze acquisite dagli studenti è notevolmente inferiore al passato. Oggi, la maggior parte degli studenti diplomati escono dalla scuola secondaria di secondo grado con notevoli conoscenze e competenze in meno. Il mondo politico, per una ragione di cassa, sta rovinando la scuola e quindi la società italiana dell’immediato e prossimo futuro. So perfettamente che ciò fa piacere al mondo politico di oggi, in quanto minore è la preparazione culturale dei giovani neodiplomati, più possibilità l’attuale dirigenza politica ha la possibilità di rimanere al potere, ritardando notevolmente il ricambio generazionale.

Lei, signor Presidente Renzi, sta proseguendo la linea sciagurata del governo Berlusconi. I docenti hanno provato a farsi sentire, ma Lei si è girato dall’altra parte. Complimenti.

Si ricordi che oggi il docente, difficilmente, per i motivi che gli ho detto sopra, aderirà agli scioperi, ma nel momento in cui è chiamato a votare si ricorderà del suo atteggiamento e del suo modo di fare spallucce. Le amministrative del 05 giugno sono state solo un assaggio della delusione che proverà più avanti.

Il mondo della scuola, aveva riposto molta fiducia in lei, con quelle dichiarazioni che aveva fatto prima di salire al governo, ma Lei, per ossequiare i poteri forti, ha dimenticato tutto. Mi dispiace, ha anche una moglie insegnante, la quale gli poteva dare delle dritte, ma Lei….cosa ha fatto?….ha provato ad ascoltarla qualche volta?

Signor Presidente, il mondo di sinistra, quello dei veri lavoratori, quelli che si alzano la mattina alle 5,30, alle 6,00 per poi andare a lavorare per uno stipendio di € 1.500/1.800 è ormai contro di Lei, non parlo semplicemente del mondo degli insegnanti.

Non dico cosa si pensa di Lei e cosa si dice di Lei nelle aule dei docenti, un mondo che Lei ha profondamente deluso. Quanti sono gli insegnanti? Moltiplichi quel numero x 2 o x 3 e si faccia un calcolo di quanti voti a perso con la legge 107. Anche adesso fa spallucce???

Mi dispiace che ciò avrà conseguenze negative anche sul referendum di ottobre, che in tanti potevamo condividere sotto certi aspetti, anche se ci sono delle perplessità.

Signor Presidente, prima di concludere, gli voglio far sapere che quel bonus che è stato inserito per gli insegnanti più meritevoli, è un grande errore per la società italiana futura. Siccome uno dei criteri che bisogna tener presente per la ripartizione della somma, è il successo formativo degli alunni. Ciò porta gli insegnanti a sopravvalutare l’alunno e quindi alunni che in base alle conoscenze e competenze e capacità acquisite sarebbero da quattro, saranno portati con una valutazione da sette e così l’alunno da sette sarà presentato con il nove e altri con il 10, con la conseguenza che avremo nel prossimo futuro tanti ragazzi che usciranno dalla scuola superiore con una votazione di 80/100 – 90/100 pur valendo meno 60/100.

Signor Presidente….rifletta con molta attenzione e serenità e si consulti, ogni tanto con sua moglie e non con quelle persone del ministero che non sono mai entrati in una classe.

Prima parlavo di operatori scolastici e non di docenti, in quanto, non a caso, oggi con ciò che si chiede ai docenti, non semplicemente trasmettere agli alunni le conoscenze, i saperi delle varie materie, ma di avere una serie di conoscenze socio-umane, socio-sanitarie, DSA, BES, quindi non parlare più di docenti, ma di operatori socio-scolastici.

La favola dei quattro mesi di vacanza per il personale socio-scolastico esiste ancora solo per quelle persone che non conoscono il mondo della scuola e quelle attività extra-scolastiche.

Al personale socio-scolastico si chiede di tutto di più, non solo senza alcun riconoscimento economico, ma stanno sempre sotto il tiro dei genitori e non poche volte devono sopportare il mancato rispetto verso la figura dell’educatore.

Non voglio aggiungere nient’altro, spero sinceramente che queste mie parole La facciano riflettere nel corso di quest’estate.