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Lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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Gentile Presidente, esattamente un anno fa, il Governo appena costituito dichiarò: “La scuola è la priorità, poi riforme economiche e giustizia”. Sei mesi dopo Matteo Renzi presentò – con un video messaggio – l’ormai ben noto progetto di riforma “La Buona Scuola” rassicurando “non calo la riforma dall’alto, ma propongo un anno di discussione insieme”. La discussione è durata due soli mesi, ma la cosa importante è che la riforma governativa è stata bocciata dalla consultazione on-line e off-line.

Di conseguenza appare grave e incomprensibile l’intenzione del governo di ignorare il verdetto negativo e di procedere ugualmente, senza apportare modifiche e solo per rispettare tempi e scadenze scelte da se stesso. In realtà l’annunciato e ribadito ricorso a un decreto-legge per approvare la riforma non può rientrare fra i “casi straordinari di necessità e d’urgenza” (Cost. art. 77, c. 2). Necessità e urgenza risultano improprie (il tempo c’è stato e c’è ancora!), finalizzate non tanto ai problemi da risolvere, quanto a far accettare, per puntiglio e pretestuosamente, le scelte governative pur bocciate dal mondo della scuola. Inoltre, dal punto di vista legislativo e politico, la situazione è paradossale.

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“La Buona Scuola” ha seguito finora un percorso extra-parlamentare: presentata con un video-messaggio, senza passare dal Consiglio dei Ministri, poi ha attraversato una consultazione on-line informale e con modalità e aspetti in parte non noti, né verificabili, vorrebbe usare il decreto-legge come un veloce shuttle-bus per attraversare Camera e Senato e senza nemmeno poter escludere il ricorso finale al voto di fiducia! Non riteniamo di entrare nei contenuti della riforma e nemmeno nella situazione sulla quale pretende di operare.

Basta il riferimento all’inchiesta di Riccardo Iacona su “Presa Diretta” dell’8 febbraio scorso e alle polemiche e agli strascichi in corso. È forte la preoccupazione che la situazione della Scuola, settore complesso e che necessita di tempi distesi e di consensi reali, convinti e diffusi, possa peggiorare invece di migliorare con riforme che appaiono frettolose, semplicistiche, di sola facciata e non sono condivise dal mondo della scuola cioè da chi in essa – scuola – opera, vive e la conosce davvero. Questo, in sintesi, il nostro punto di vista che vogliamo sottolineare e porre alla Sua attenzione.

 

Con i nostri migliori saluti,

Cosimo De Nitto Vincenzo Pascuzzi