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Lettere, beni culturali e lingue in recupero

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Tornano in auge i laureati in discipline umanistiche, da lettere a lingue, da comunicazione a filosofia, fino ai beni culturali. Da affiancare, però, alla conoscenza di tecnologie digitali e social network, alla capacità di coordinare progetti e lavorare in team, alla forte attitudine comunicativa, nei confronti di una clientela sempre più internazionale.

 

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La preferenza per la laurea in filosofia, scrive Il Sole 24 Ore,  si ritrova in annunci per le funzioni relative alle risorse umane, per ruoli come Hr specialist, mentre chi proviene da lettere e beni culturali è richiesto, tra l’altro, sul fronte del management culturale, con attitudini in sviluppo e gestione di progetti. Mentre un percorso in scienze della comunicazione può aprire porte nell’ambito della gestione di eventi oppure per profili tipici come il digital pr o specialista della comunicazione, meglio se con solide competenze nell’uso di web e social network.

Sul fronte universitario, sono molti gli atenei che puntano ad arricchire e aggiornare la propria offerta formativa in ambito umanistico, proponendo nuovi – e talvolta innovativi – corsi di laurea.

L’integrazione tra discipline, sottolinea sempre Il Sole24 Ore, è il segno distintivo della nuova triennale in comunicazione interlinguistica applicata alle professioni giuridiche messa a punto dall’università di Trieste, con una formula che connette la conoscenza delle lingue alle esigenze specifiche del diritto.

Dalla Ca’ Foscari di Venezia, alla Sapienza,  da Tor Vergata a Padova in pratica le università italiane si attrezzano per connettere tra i saperi relativi a educazione/formazione e quelli della comunicazione e mediati dalle tecnologie digitali