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Aggiornato il 09.01.2026
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Medicina, 30mila respinti ai test d’accesso ma ci sono 5mila idonei più dei posti. Boom voti alti al Sud. Bernini esulta, Udu farà ricorso collettivo

I timori di tanti studenti erano infondati. Perché, alla fine, le nuove modalità selettive per accedere al primo anno di Medicina – integrati da una modifica introdotta all’ultimo momento dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini, in risposta alla carenza di candidati che avevano superato i tre esami di Chimica, Fisica e Biologia – hanno prodotto una quantità di idonei assai superiore ai posti disponibili: nella graduatoria degli studenti ammessi, avvenuta l’8 gennaio, sono stati collocati 22.688 candidati ai corsi di Medicina; solo che siccome i posti a disposizione si fermano a 17.278, ne consegue che circa 5mila studenti dovranno scegliere un corso affine. Le polemiche però non mancano.

Ma andiamo per ordine, partendo dal totale degli idonei: è pari a 25.387, perché agli ammessi a Medicina vanno sommati i 1.535 per Veterinaria e i 1.072 per Odontoiatria: se si prendono in considerazione i tre corsi – Medicina Odontoiatria e Veterinaria – oltre 14mila studenti sono stati assegnati all’ateneo di loro prima scelta.

Inoltre, ben il 90% della graduatoria in Medicina è occupato da chi ha superato almeno due esami tra Chimica, Fisica e Biologia.

Va ricordato che per i 30mila che non hanno superato nessuna prova il Ministero ha previsto la possibilità di un’iscrizione tardiva ad altri corsi di laurea; per questi candidati, risultati non idonei, per iscriversi c’è tempo fino al 6 marzo.

Secondo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini i risultati “a tutto corrispondono fuorchè ad un flop, sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futura”.

Bernini ammette che “la riforma funziona, ma ha mostrato anche criticità per le domande di Fisica: di questo parlerò con i rettori”, assicura.

Quindi, la forzista sottolinea che mentre un tempo c’erano “80mila ‘invisibili’ che rimanevano fuori dai vecchi test, abbiamo inserito nel circuito universitario 50 mila studenti di cui 17mila in graduatoria di Medicina, altri 25mila ‘a zero esami superati’ avranno la possibilità di iscriversi al secondo semestre di qualsiasi facoltà“.

La ministra si è quindi consultata anche con i rettori, con un collegamento on line effettuato sempre l’8 gennaio, per ragionare sui punti che possono essere migliorati per l’accesso alla facoltà a partire dalla formazione della Commissione – che dovrà prevedere anche docenti delle scuole superiori e medici ospedalieri – e proseguendo con quesiti e sillabi “che dovranno essere tarati in modo più mirato e compatibile con la formazione” degli studenti.   

Complessivamente, gli esami sostenuti al primo appello sono stati 50.859, al secondo 45.789: platee non sommabili, perché in larga parte sovrapponibili. I promossi al primo appello sono stati 16.401 a Biologia, 12.713 a Chimica, 5.557 a Fisica. Al secondo 4.804 a Biologia, 11.706 a Chimica, 5.602 a Fisica. Quanto ai voti validi, quindi superiori a 18, sono stati 19.089 a Biologia, 21.763 a Chimica e 10.022 a Fisica. Ora andrà perfezionato da parte degli studenti l’iter per l’immatricolazione o il recupero di uno o due debiti d’esame presso l’ateneo assegnato: per questo, il ministero ha predisposto un vademecum.

La prossima Commissione dovrà comporsi anche dei docenti delle scuole superiori, oltre che da professori universitari e medici ospedalieri: questo, ha detto la ministra, “per dare ancora maggiore specificità alla professione, Medicina è anche una vocazione”.

Il coinvolgimento degli insegnanti della secondaria di secondo grado, ha spiegato Bernini all’Ansa, “consentirà l’orientamento a partire dalle superiori con un ponte ancora più inclusivo, li prepareremo prima; inoltre quesiti e sillabi e dovranno essere tarati in modo più mirato e compatibile con la loro formazione alle esigenze del semestre aperto”.

Per il prossimo 23 gennaio è fissata una nuova riunione con il Cnsu, il Consiglio degli studenti universitari, “io non temo le polemiche, le considero legittime e fisiologiche, però i fatti e i numeri hanno la testa dura: abbiamo eliminato 80mila ‘fantasmi’ inserendo 50mila studenti in graduatoria ed altri avranno la possibilità di accedere ai corsi di laurea.  È  stato un esame che ha trasformato candidati non orientati in studenti universitari, è stata una esperienza inclusiva ed a vantaggio dello studente”.

Di tutt’altro avviso si è detta l’Unione degli universitari, che ha annunciato un ricorso collettivo contro i nuovi test selettivi: “Con solo poco più di 17mila posti nelle universitá pubbliche disponibili – hanno fatto sapere dall’Udu – questo risultato era prevedibile: oltre 30mila persone sono giá escluse dalla graduatoria, alle quali si aggiungeranno le migliaia attualmente in graduatoria ma ‘in attesa’, che ora devono caricarsi l’onere di cambiare sede universitaria, laddove ci siano ancora posti disponibili”.

Secondo l’Udu, in realtà, “la ministra ha implicitamente riconosciuto il fallimento di questo sistema, proponendo dei ‘correttivi’ che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione”.     

Intanto, lo studio legale Leone-Fell, ha rilevato che i voti più alti conseguiti per l’accesso ai corsi di Medicina si concentrerebbero in soli quattro atenei del Sud: Napoli, Bari, Catanzaro e Catania.    

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